«Quasi 7mila posti in meno tra docenti e personale Ata dal prossimo anno scolastico. Una scelta inaccettabile, che rischia di indebolire la scuola statale e la qualità dell'istruzione. Chiediamo al governo e al Parlamento di cancellare questi tagli dal testo della manovra. La denatalità non può diventare un pretesto per ridurre il personale».

Lo dichiarano congiuntamente PierPaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, e Giuseppe D'Aprile, segretario generale della Uil Scuola, in merito a quanto previsto dal disegno di legge di Bilancio.

Nel dettaglio, spiegano in una nota, a livello nazionale il provvedimento prevede dal 2027/28 una riduzione di 4.925 posti di docenti e 2.049 posti Ata, che si aggiungono ai tagli già disposti: 5.660 docenti dal 2025/26 e 2.174 Ata dal 2026/27.

Se confermate, le nuove riduzioni porterebbero a 14.808 i posti complessivamente tagliati in tre anni scolastici. 

A questi dati si aggiungono quelli, decisamente più negativi, sul calo della popolazione scolastica nel 2040. Si tratta di proiezioni legate allo spopolamento. Sono state elaborate dalla fondazione Agnelli su dati Istat. Le riporta oggi il Corriere della Sera.

Tra le Regioni italiane la Sardegna è quella che subirà la riduzione maggiore sia per quanto riguarda gli studenti sia per quanto concerne i docenti. Tra quattordici anni l’Isola avrà una popolazione studentesca di 128.029 alunni che corrisponde a un calo del 37,9% rispetto a quella attuale. Le classi saranno 5.535 (-39,7%) e i docenti 9.765 esattamente il 39,6% in meno rispetto a quelli attualmente assunti. La situazione peggiore dopo quella sarda è attribuita alla Basilicata dove il calo dei tre indicatori si attesta poco al di sotto del 32%.

(Unioneonline/A.D.)

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