15 settembre 2010 alle 19:40aggiornato il 15 settembre 2010 alle 19:40
Scuola, la protesta dei precari:campane a lutto nell'Isola
Dallo sciopero bianco nel Nuorese alle insegnanti vestite di nero della manifestazione di questa mattina davanti alla Regione: primo giorno di scuola in Sardegna all'insegna della protesta per i tagli e il pericolo di soppressione di diverse classi.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Docenti e personale Ata con il velo nero in testa come se partecipassero a un corteo funebre, fischietti, striscioni e cartelloni anti-Gelmini: il clou della rivolta è andato in scena in viale Trento, a Cagliari, bloccato per quasi tutta la mattina. E proprio il giorno del via ufficiale alle lezioni per 217 mila studenti sardi è stata annunciata l'intenzione dei parroci di alcuni centri di suonare le campane a lutto. Secondo i sindacati mancano all'appello rispetto allo scorso anno oltre mille docenti e circa 650 lavoratori Ata. I numeri forniti dal Coordinamento precari Flc-Cgil parlano - per il territorio di Cagliari, compreso Medio Campidano e Iglesias Carbonia - di 440 pensionamenti (357 docenti, 83 Ata) e di 180 immissioni in ruolo (133 docenti, 47 Ata), e di una riduzione dei contratti a tempo rispetto al 2008. Al fianco della protesta organizzata da Cgil, Cisl, Snal, Gilda e Cobas anche il Consiglio provinciale del Medio Campidano, autoconvocato per denunciare il pericolo chiusura di diverse scuole. Alla manifestazione anche insegnanti di Gavoi, dove si corre il pericolo di stop ad alcune classi delle superiori. Diverse insegnanti della zona hanno parlato di "collasso del territorio" e di "possibile emergenza sociale" in tanti piccoli centri montani: da qui i manifesti "per la morte della scuola". Proprio nel Nuorese il presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, aveva promosso lo sciopero bianco delle Istituzioni contro i tagli che colpiscono il sistema scolastico provinciale. E ha indetto a Nuoro una nuova manifestazione pubblica per domani. Tra i casi più eclatanti anche quello denunciato nei giorni scorsi dal presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, e che riguarda i 56 studenti degli istituti professionali per l'Agricoltura di Bono, Bonorva e Perfugas. "Per loro - hanno spiegato nei giorni scorsi la stessa Giudici e l'assessore Rosario Musmeci - in sostituzione del corso di studi formale, verrà istituito un corso alternativo equivalente di 800 ore". Non solo la paura per le future generazioni, ma anche passi indietro per tanti docenti che, anzichè la stabilizzazione, quest'anno non sono in cattedra al suono della prima campanella. "Insegno dal 1998 - racconta Simona Pirosu, docente di Storia e Filosofia alle superiori, ai primi posti della sua graduatoria - e da tre anni ero regolarmente al lavoro il primo giorno di scuola. Quest'anno non sono ancora stata chiamata".
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