Un concerto ha chiuso l'edizione 2026 di "Canopoleno Green"
Il progetto ha coinvolto gli studenti delle scuole elementari e medie del Convitto sassaresePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La chiusura dell'edizione 2026 di "Canopoleno Green" ha coinciso con la Giornata Mondiale della Terra. Il progetto del Convitto nazionale Canopoleno di Sassari, che affonda le sue radici nel 2018, ha coinvolto in modo sinergico l’intera comunità educante: dagli educatori agli insegnanti, fino ai veri protagonisti, gli studenti delle scuole elementari e medie. Quest'anno l’iniziativa ha compiuto un’importante evoluzione, abbracciando una prospettiva internazionale e allineandosi alle più recenti strategie europee per la tutela della biodiversità.
Attraverso lo studio della "Direttiva Habitat" e della rete Natura 2000, i ragazzi hanno approfondito la conoscenza delle sfide ecologiche continentali, soffermandosi in particolare sul progetto LIFE SEED FORCE. Questo programma di conservazione mira a salvare dall’estinzione 29 specie vegetali rare, alcune delle quali trovano il loro habitat naturale proprio tra le rocce e le macchie mediterranee della Sardegna, rendendo la lezione teorica un’esperienza vicina e tangibile per ogni alunno.
L'orizzonte di "Canopoleno Green 2026" si è spinto ancora oltre, intrecciando i temi dell’ecologia con i valori universali della convivenza civile, ispirandosi all'Obiettivo 16 dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Le educatrici Nia Deriu e Lorena Serra, insieme a tutti i colleghi, hanno guidato gli studenti verso la consapevolezza che la salute del pianeta è indissolubile dalla stabilità sociale: non può esserci autentica sostenibilità senza la pace, poiché ogni conflitto bellico non è solo una tragedia umana, ma un atto di violenza estrema contro il territorio e i suoi ecosistemi.
L'epilogo del progetto è stato celebrato con un concerto con i ragazzi dell'indirizzo musicale della secondaria di primo grado-riflessione e impegno. Le note iniziali, affidate all’orchestra degli studenti, hanno subito evocato lo spirito dell’evento, proponendo brani di Elgar e Terry che hanno ricordato come l’arte sia il primo strumento di dialogo tra i popoli. Questo clima di armonia ha fatto da cornice al tributo dedicato alle grandi figure femminili della storia contemporanea che hanno lottato per la libertà e i diritti civili. Gli studenti hanno prestato la propria voce ai messaggi di Premi Nobel per la Pace come Shirin Ebadi, Narges Mohammadi, Madre Teresa, Bertha von Suttner e Malala Yousafzai, dimostrando come la difesa del diritto e della dignità sia il primo passo per costruire un mondo più giusto e, di conseguenza, più rispettoso della natura.
