Trafficavano droga dalla Campania in Sardegna e, in particolare, a Sassari. Nel 2015, per alcuni mesi, la cocaina arrivava da Napoli nascosta in pacchi postali per essere smerciata in diverse piazze del territorio da una rete di spacciatori che avevano base logistica nel capoluogo turritano, nel quartiere di Sant’Orsola.

L’intervento delle forze dell’ordine portò allo smantellamento della rete e all’imputazione per 9 persone per associazione a delinquere finalizzata alla detenzione e allo spaccio di droga.

Di quel nucleo gli esponenti sono stati già giudicati, sia con il rito abbreviato che in ordinario, ma rimaneva una sola persona, una 50enne di Napoli, accusata di aver avuto un ruolo nell’organizzazione dove non pochi associati erano parenti e alcuni, peraltro, vivevano nello stesso palazzo. Le si contestava di aver cooperato per il reperimento e la custodia della droga con il ruolo di intermediario tra il fornitore e gli altri.

In discussione, nei giorni scorsi in Aula d’assise in tribunale a Sassari, il pm della Dda di Cagliari, Guido Pani, ha sollecitato per la donna, difesa dall’avvocato Claudio Mastandrea, una pena di 5 anni, e 25mila euro di multa, per alcune contestazioni legate allo spaccio, ritenendo però non provata l’accusa di associazione a delinquere.

Il collegio, presieduto da Monia Adami, a latere Valentina Nuvoli e Paolo Bulla, ha rinviato a settembre per repliche e sentenza.

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