La tradizione dei prodotti tipici si unisce alle note aromatiche del vino e all’intensità poetica di Francesca Gironi nello spettacolo teatrale “A” per dare vita a una serata speciale venerdì 19 giugno, a partire dalle 19, in località Sas Funtanas, nell’agro di Tissi, per la terza giornata di ARIA Performing Art Festival.

La location è quella suggestiva ed accogliente delle tenute della Cantina Alba, rinomata per l’eccellenza e la genuità dei suoi vini, come il famoso Rombo di Tuono dedicato a Gigi Riva - e premiata nel 2025 con la Medaglia d’Oro al concorso “Città Europea del Vino 2025” (Saragozza) per il suo Keva Cannonau di Sardegna. Quella del 19 giugno sarà un’esperienza a 360 gradi che si aprirà con lo spettacolo di Francesca Gironi e proseguirà con una visita guidata della Cantina Alba, impreziosita da una degustazione di vini e dagli aneddoti del fondatore dell’azienda, Sebastiano Alba, e coronata da una cena tipica. 

Con il biglietto si partecipa alla lotteria della V edizione di Aria Performing Art Festival, con in palio originali premi e gadget a sorpresa messi a disposizione dagli sponsor. Dopo Sassari e Porto Torres, il festival organizzato da Senza Confini Di Pelle, con la direzione artistica di Dario La Stella e Valentina Solinas, arriva dunque nel territorio del Coros, seguendo la mission della rete Salude & Trigu,  il progetto della Camera di Commercio sassarese che unisce i migliori eventi del Nord Sardegna – compreso il festival ARIA - per coinvolgere pubblici differenti e valorizzare le bellezze architettoniche, artistiche e produttive attraverso l’arte. 

Il tema della quinta edizione del festival è “il corpo politico”, e Francesca Gironi lo elabora in “A”, un reading performance con hula-hoop e musica di Luca Losacco, tratto dalla sua raccolta poetica omonima, dal punto di vista femminile, affrontando il tema dellinguaggio come mezzo di espressione e allo stesso tempo generatore di discriminazione e disinformazione provocata da un eccesso di notizie. A è l’origine, la prima lettera dell’alfabeto e la desinenza femminile. La persona che dice io immagina di parlare con una bambina distante, poi con una macchina, con un’assistente vocale, con un robot umanoide e con un chatbot, a cui delega il compito di creare una persona utopica.

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