Nel Dipartimento di Nioro du Rip in Senegal, mercoledì 1° aprile è stato ufficialmente siglato il patto di gemellaggio tra il Comune di Porto Torres e la città di Kayemor.

A formalizzare l'atto sono stati l'assessore Massimiliano Ledda su delega del sindaco Massimo Mulas e il primo cittadino della città senegalese Saliou Cissé, nel corso di una cerimonia molto sentita dalla comunità locale. A rappresentare l'amministrazione comunale turritana, una delegazione altamente qualificata, composta oltre che dall'assessore Ledda, dall'assessora alle Politiche Sociali Gavina Muzzetto, dal dirigente Settore Politiche Sociali Flavio Cuccureddu e dal consigliere comunale Sebastiano Sassu.

Il quadro regolamentare dell'ente, in particolare il “Regolamento Comunale per la costituzione, la gestione e lo sviluppo di relazioni internazionali con Città, Comunità e Territori, di Patti di Gemellaggio e di Amicizia”, adottato nel luglio del 2024 con l'obiettivo di consolidare rapporti con altri enti territoriali e favorire l'accesso a specifici finanziamenti comunitari, prevede, infatti, che per ciascun patto avviato sia costituito un apposito Comitato di gemellaggio, istituito presso il Gabinetto del Sindaco e coordinato dal dirigente del settore competente. Con la formalizzazione del gemellaggio con Kayemor, Porto Torres prosegue quindi il percorso avviato dall'Amministrazione comunale sul fronte delle relazioni internazionali, seguendo le linee di indirizzo comunitarie che invitano i Comuni a promuovere la cooperazione tra enti locali.

Uno dei programmi di riferimento è il CERV 2021-2027 che mira a rafforzare la coesione europea, la comprensione reciproca e la cittadinanza attiva, incoraggiando scambi tra cittadini di diversi Paesi. Un cammino già avviato con il patto di gemellaggio con la città irlandese di Sligo, già approvato dal Ministero degli Affari Esteri. Si tratta di una linea d'azione precisa, coerente con uno degli obiettivi strategici di questa Amministrazione che individua nello strumento del gemellaggio un'applicazione concreta di politica internazionale ai massimi livelli, finalizzata a tessere rapporti stabili anche a livello extraeuropeo, a intercettare opportunità di finanziamento e a rafforzare la presenza istituzionale della città turritana in contesti internazionali.

Un metodo specifico che ha recepito le direttive nazionali sui gemellaggi e che si inserisce in una visione più ampia, capace di cogliere le opportunità del "Piano Mattei" e del piano "Vision Senegal 2050". Il primo richiama una politica energetica e internazionale basata su accordi equi e reciprocamente vantaggiosi e consiste in una strategia governativa che individua nel Senegal un partner prioritario per lo sviluppo di opportunità nei settori dell'agroindustria, delle infrastrutture e della transizione energetica. L’idea di fondo è costruire un modello di co-sviluppo, in cui Italia e Paesi africani collaborano su progetti concreti, creando prospettive economiche e sociali su entrambi i fronti. La "Vision Sénégal 2050" è il nuovo piano a lungo termine del governo senegalese, orientato alla crescita sostenibile, all'innovazione e al rafforzamento delle relazioni internazionali. In questa cornice, una città come Porto Torres, dotata di un porto internazionale e con una consolidata vocazione industriale, non poteva non cogliere simili occasioni in una prospettiva di crescita e sviluppo futuro. La città turritana si inserisce così nell'elenco dei principali Comuni italiani che investono nei gemellaggi come strumenti di cooperazione, promossi dall'UE e sostenuti principalmente da AICCRE, l'Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa di cui il Comune è socio da qualche anno. In Italia se ne contano circa 3.000 e la normativa di riferimento prevede che il Ministero degli Affari Esteri dia il proprio assenso all'avvio e alla conclusione dei patti, il cui iter amministrativo e burocratico è portato avanti dall'ente locale.

Per la missione istituzionale l'amministrazione comunale ha sostenuto esclusivamente i costi del viaggio, pari a 5.375,50 mentre tutto il resto, vitto e alloggio e trasferimenti interni, sono stati garantiti dalla città ospitante. Per il Comune di Kayemor, come hanno sottolineato gli stessi amministratori locali, la firma del patto ha rappresentato una tappa decisiva nella storia della città. Il sindaco Saliou Cissé ha definito l’accordo un vero e proprio “ponte tra il popolo italiano e il popolo senegalese”.

Il legame fra i due Paesi, inoltre, si inserisce nel quadro del Programma di partenariato Senegal-Italia 2024-2026. Alla cerimonia ufficiale era presente anche Mahmoud Diop, direttore generale dell’Agenzia per lo Sviluppo Municipale (ADM), che ha evidenziato il valore sociale e culturale del gemellaggio che va ben oltre la semplice sottoscrizione di un atto amministrativo. Particolarmente significativo, nel corso della visita istituzionale, è stato il rilievo attribuito ai temi dell’inclusione e della collaborazione sul piano sociale e culturale, indicati tra le priorità del percorso di collaborazione insieme a iniziative in ambito alimentare, scolastico, sportivo e commerciale. La delegazione turritana, infine, ha partecipato, su invito delle autorità locali, alle celebrazioni per la Festa dell’Indipendenza del Senegal del 4 aprile, in un ulteriore momento di vicinanza istituzionale e di amicizia tra i due territori. A breve sarà Porto Torres a ricambiare l’ospitalità, accogliendo la delegazione in arrivo da Kayemor, una popolazione che ha mostrato numerose affinità con la cultura sarda fatta di accoglienza, autenticità e propensione ai rapporti pacifici.

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