A sinistra la chiesa di Sant’Orsola a Sassari, a destra la discarica di via Oggiano, separate da poco più di dieci metri. La vicinanza degli opposti stava rischiando di essere colmata, lo scorso weekend quando, nella fitta vegetazione della strada vicina al luogo di culto, è scoppiato un incendio con fiamme estese arrivate quasi in cima a diversi alberi e domate dall’intervento dei vigili del fuoco. Un episodio che ha destato grande preoccupazione nei residenti le cui case si affacciano sulla zona di verde. E se la piazza davanti alla chiesa si presenta curata, tra giardinetti e nuove panchine, lo scenario limitrofo è del tutto opposto. Percorrendo infatti via Oggiano fino in fondo, incomincia un tratto sterrato dove si possono trovare rifiuti eterogenei. Dagli scaldabagni al materiale edile dai copertoni alle gabbiette per animali fino ai pezzi di motore e alle lamiere, oltre a una distesa di bottiglie e padelle: l’assortimento è notevole.

“Avevamo proposto qualche anno fa- riferisce il presidente del Comitato Sant’Orsola, Franco Piras- di chiudere la parte finale di via Oggiano. Ci era stato detto di sì ma non se ne è fatto niente”. Questo per evitare che chi conferisce in modo abusivo arrivi quasi a ridosso del viottolo per gettare gli ingombranti e l’altra spazzatura. Inciviltà a parte i rischi sono evidenti, e lo ha dimostrato il recente rogo. Basta poco per provocare le fiamme e le conseguenze possono essere importanti, come testimonia la distesa di cenere lasciata dall’incendio.  

© Riproduzione riservata