Sassari, una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza alimentare
Nel 2025 sono stati 338 i provvedimenti sulla non conformità alimentarePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A favore della sicurezza alimentare. È l’obiettivo della campagna di sensibilizzazione lanciata a Sassari dalle istituzioni, capofila il Comune che, nei giorni scorsi, ha raccolto Enti e associazioni per un confronto sul tema nella Sala Langiu del Comando di via Carlo Felice.
L’iniziativa, organizzata dalle Attività Produttive è, secondo il suo assessore Lello Panu, «dialogare con le imprese e gli operatori del settore alimentare, per favorire la cultura della prevenzione, della legalità e della sicurezza sul lavoro e alimentare, superando la logica punitiva a favore della cooperazione e della consulenza».
«Quel che manca- aggiunge- è uno spazio di confronto, per informare le imprese, prevenire le violazioni e valorizzare la credibilità del tessuto economico locale».
Sarà Palazzo Ducale a giocare un ruolo in questo senso, facendo da cabina di regia perché, come riferisce il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, «bisogna stare vicino alle imprese e comprenderne le difficoltà pratiche al cospetto di una normativa in continua evoluzione».
Diversi gli interventi, dall’Asl 1 al Dipartimento di Vigilanza dell’Ispettorato del lavoro alo Spresal. «La conformità normativa si ottiene anzitutto mediante la consapevolezza e l’informazione – il messaggio complessivo – perciò l’attività di consulenza deve prevalere su quella sanzionatoria, che è l’extrema ratio». Le cifre nell’ambito descritto raccontano, nel 2025, di 287 provvedimenti sanitari presi nel Nord Sardegna dalla struttura che fa capo al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl 1, 181 le ordinanze adottate e 338 i provvedimenti legati alla non conformità alimentare. Le infrazioni riguardano soprattutto l’igiene e l’adeguatezza delle strutture, con 118 casi legati a manutenzione dei locali, superfici e attrezzature deteriorate, pulizia e sanificazione, presenza di infestanti. 80 i casi di mancato autocontrollo sul rispetto dell’Haccp, dalle temperature alle contaminazioni crociate, dalla conservazione alla sanificazione, 55 quelli di mancato rispetto delle norme sulla tracciabilità degli alimenti, dall’indisponibilità dei documenti di acquisto alla difficoltà a identificare i fornitori e collegare i prodotti ai documenti.
