Quattro candidati per la carica di rettore dell’ateneo a Sassari e le presunte ingerenze della politica. «È più una competizione elettorale che rettorale», dichiarano alcuni spettatori qualificati mentre altri riferiscono che la pretesa ombra dei partiti si staglia nella stessa misura delle altre occasioni.

Per i pretendenti al ruolo di Magnifico, ammesso che esista un pressing politico, non ha alcuna incidenza sulle sorti della consultazione, in programma il 21 settembre con voto telematico. Così sostengono Sergio Uzzau, Giorgio Pintore, Francesco Morandi e Omar Chessa, rispettivamente ordinari del dipartimento di Scienze Biomediche,  Biologia farmaceutica, Diritto del Turismo e Diritto costituzionale.

«Non vedo truppe cammellate targate Pd o Todde in questa elezione- sottolinea Pintore- Né credo al fatto di voti spostati in massa dalla politica. Un rettore deve volare molto alto, come diceva Alessandro Maida». Sul suo collocamento ironizza: «Mi hanno definito di centrosinistra. Non lo sapevo», e aggiunge: «Mai avuto tessere di partito né di associazioni. Però conosco tutti».

D’altra parte chi aspira al complesso ruolo della guida accademica deve di necessità pescare preferenze da tutti gli schieramenti. E le convinzioni personali rappresentano una nota a piè di pagina. «Il mio orientamento è centrista-cattolico», dichiara Morandi, assessore regionale al Turismo nella giunta Pigliaru lungo il triennio 2014-17. «Ero però una figura tecnica», ricorda, rimarcando: «Per diventare rettore conta solo cosa si è fatto e cosa si propone. Nient’altro».

I rumors sostengono che a spingere il suo nome sia il rettore uscente, Gavino Mariotti. «Si dice che io sia il suo candidato- ride- Un antico ritornello, del tutto falso».

Uzzau e Chessa vengono definiti come quelli in discontinuità con Mariotti. Entrambi non hanno ricoperto incarichi nel sessennio agli sgoccioli, e quello in Senato accademico del primo è stato conferito dai professori ordinari che lo hanno eletto come loro rappresentante.  Tutti e due sarebbero contigui a un’area che, per comodità, definiamo di “campo largo”. «Voto il centrosinistra- dichiara Sergio Uzzau- ma non sono organico a niente e non percepisco alcuna ingerenza dei partiti. Avrebbe difficoltà a materializzarsi». «Non mi interessa il background politico delle persone, non l’ho mai chiesto», aggiunge poi.

Omar Chessa ha avuto un ruolo come esponente del pool di avvocati che ha difeso la presidente della Regione, Alessandra Todde, nella querelle sulla decadenza della governatrice. «Ho svolto una attività professionale. Non ha alcuna attinenza con il voto», afferma. Viene dato vicino a Giacomo Spissu, presidente della Fondazione Sardegna, ex presidente del Consiglio regionale nel mandato di Renato Soru, riferimento per il centrosinistra sardo e sassarese. «Abbiamo un ottimo rapporto ma, sia chiaro, la politica non entra nelle dinamiche universitarie». E precisa: «.hi dice il contrario non conosce come funziona un ateneo». Sia lui che Morandi sono, nelle voci di corridoio, i più gettonati per l’incarico. «Sono sorpreso da questa previsione- dice Uzzau- Non li ritengo per nulla i favoriti». Lo stesso potrebbe dire Pintore che, come gli altri, raccoglie preferenze trasversali.

L’unica quasi certezza è che nessuno dovrebbe prevalere al primo turno richiedendo così una seconda consultazione calendarizzata per il 23 settembre. Ma l’esito di quella del 21, come spesso succede, potrebbe già fornire una indicazione importante sul vincitore.

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