«Sono fatti gravi». È lapidaria, oggi in tribunale a Sassari, la pm Maria Paola Asara mentre discute il processo per circonvenzione di incapace che vede come imputate due sassaresi di 62 e 54 anni.

Le due donne, secondo le accuse, avrebbero nel 2017 avvicinato una madre e un figlio «abusando - si riporta nell’imputazione - dello stato di infermità e deficienza psichica di lui e dello stato di bisogno di lei». La 62enne, queste le accuse, si presenta dalla vittima, una 80enne, proponendole una banca in cui l’anziana avrebbe potuto aprire conti correnti e ottenere rendimenti elevati. Quel che succede poi, secondo la magistrata, rientra in «uno schema subdolo». Perché alla donna sarebbe stato suggerito di vendere la propria abitazione per ottenerne un’altra, in via Verona, di cui l’imputata si proclama falsamente proprietaria.

Con il supporto della presunta complice, la 54enne, presentata anche qui falsamente come parente della prima, avrebbe incluso nel raggiro pure il figlio della signora, un 50enne, invalido civile totale, convincendolo a recedere dalla propria partecipazione a una cooperativa per 20mila euro. E intanto la madre svende l’appartamento per 42.500 euro, nonostante, riferisce Asara, «ne valesse almeno il doppio». Soldi di cui, così si riferisce, non vedrà mai un euro, così come di tutte le altre cifre versate per l’altro appartamento che si promette di vendere all’insaputa del vero proprietario.

Poi i nodi vengono al pettine e madre e figlio vengono a sapere che non esiste alcuna Banca Etica e che la possibilità di alienare l’immobile di via Verona è inesistente. Così partono le denunce e si arriva al processo, durato diversi anni, e alla discussione di oggi dove la pm ha sollecitato una condanna a 4 anni di reclusione per entrambe, e al pagamento di 1200 euro di multa.

Sulla stessa linea gli avvocati difensori delle parti offese, i legali Giuseppe Mele e Raffaele Rocco, che hanno chiesto un risarcimento danni di 74.600 euro. A difendere le imputate i legali Marco Manca e Antonello Sechi. La giudice Marta Gudalupi ha rinviato a inizio febbraio per repliche e sentenza.

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