11 piani, 30 famiglie, oltre 100 abitanti e una nomea di degrado massimo. Il palazzo tra le vie Washington e Daniel Bovet, nel quartiere Rizzeddu a Sassari, è da anni protagonista delle cronache, anche televisive su canali nazionali, per lo stato in cui si presenta: superfici denudate dalle infiltrazioni, all’interno e all’esterno, tunnel di raccordo dove è sparito l’intonaco, interdizione dei garage per problemi di tenuta. La sua immagine rimbalza anche sulle pagine social  come emblema del disagio abitativo, mentre sono state poi diverse le segnalazioni, preoccupate da un eventuale inquinamento atmosferico, per le antenne piazzate sul tetto dello stabile da alcune società di telefonia. Proprio da questo edificio, di proprietà dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa, partirà il programma RinnovArea, come illustrato ieri in loco dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Antonio Piu, presente per la consegna del cantiere. Lavori dal valore di 1, 1 milioni di euro che prevedono la messa in sicurezza del palazzo con eliminazione dei possibili pericoli nelle parti esterne delle unità immobiliari.

Antonio Piu in uno dei tunnel del palazzo di via Washington (foto Floris)

«Lavoreremo sulle facciate, una alla volta- riferisce lo staff di progettazione- e, salvo imprevisti, dovremo concludere in un anno».

Lo stabile, concluso nel 1985, è ormai vittima dell’umidità e, in casi di piogge intense, l’acqua gonfia la struttura. «Certe volte “esplodono” lastroni di intonaco anche da un metro quadro- dichiara un residente della zona- che poi volano verso il basso». I “buchi” all’esterno sono ben visibili con l’esposizione delle tubature su cui sono chiari i passaggi, fatti in precedenti cantieri, del passivante per bloccare la ruggine. In questo senso, come riferisce la Regione, si procederà con «il risanamento corticale di tutti gli elementi degradati e ammalorati in facciata, compresi gli elementi esposti alle intemperie». «Interverremo sui tunnel di collegamento- aggiunge ancora lo staff- e, alcuni di questi, andranno demoliti e ricostruiti». Queste mini-gallerie rappresentano un “campione” estremo della criticità, scarificate all’interno dagli agenti atmosferici. Tutti i lavori contempleranno infine un capitolato monomarca, per evitare che prodotti realizzati da ditte diverse possano inficiare l’efficacia dell’intervento.

Per quanto concerne invece il tetto, Area aveva provveduto due anni fa, attraverso altri fondi, alla impermeabilizzazione della superficie colpita da infiltrazioni che “piovevano” poi sui residenti degli ultimi piani. Nel frattempo sono tre le antenne di telefonia presenti in cima al “grattacielo”. «Le somme date dalle società- riferisce l’amministratore unico di Area, Matteo Sestu- ci consentono di affrontare alcune spese». 

Intanto è in itinere il progetto per intervenire pure sull’area sotterranea, attraverso altre risorse, con attività edili da fare sui garage chiusi e inaccessibili da anni. Una iniziativa che, nel complesso, vuole ridare decoro allo stabile, consentendo alle famiglie che vi abitano di vivere in un ambiente dignitoso. «L’attenzione- conferma infatti l’assessore Piu- è verso il cittadino e al diritto all’abitare sostenibile perché sono convinto che senza non c’è dignità per nessuno. Credo fermamente che dalle periferie possa nascere una rivalsa dal punto di vista socioeconomico».

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