Sassari, funzionarie dei comuni di Sorso e Sennori assolte dall’accusa di falso
Fatti che risalgono al 2021, quando una donna avrebbe attestato falsamente di non aver procedimenti penali a suo carico per partecipare a un bandoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sono state assolte perché il fatto non sussiste, ieri in tribunale a Sassari, due dipendenti dei comuni di Sorso e Sennori. Erano accusate a vario titolo di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale compiuta dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificazioni o in autorizzazione amministrative e favoreggiamento personale.
La vicenda risale al 2021 quando una dirigente del comune di Sorso, secondo le accuse, avrebbe attestato falsamente di non avere procedimenti penali a suo carico per partecipare così a una manifestazione di interesse per la nomina in una commissione esaminatrice riguardo alla copertura di un incarico nel comune sennorese. L’indagine che la riguardava in precedenza era per una falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. La segretaria del comune di Sennori, riferisce l’imputazione, avrebbe compiuto delle cancellature sull’autocertificazione inviata dalla prima, cambiando delle date.
Cosi da, secondo le accuse, “consentirle di richiedere l’archiviazione del procedimento penale iscritto a suo carico mentre invece in realtà le modifiche e le correzioni erano state apportate solo dopo che la dipendente del comune di Sorso aveva ricevuto la notifica dell’avviso di conclusione indagini”. In più la segretaria comunale era accusata di favoreggiamento personale perché avrebbe aiuto la funzionaria di Sorso a eludere le investigazioni dell’autorità. In discussione gli avvocati della difesa, Gian Paolo Campus e Loredana Martinez, avevano sostenuto l’innocenza delle proprie assistite, documenti alla mano. E se il pm Antonio Piras aveva sollecitato l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato, il giudice Paolo Bulla ha mandato assolte entrambe perché il fatto non sussiste.
