Sassari, esposto in procura contro l'estate cafona: «Foglio di via per 5 anni per chi viola le leggi»
Da Orosei a Cala Coticcio agli arenili, sono tante le condotte documentate da Repùblica che attaccaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un esposto in Procura della Repubblica a Sassari per dire basta all’estate cafona. A depositarlo, stamattina in tribunale, è stato il coordinamento nazionale del movimento indipendentista Repùblica, che ha raccolto una serie di segnalazioni in merito ad alcuni episodi avvenuti su spiagge e coste sarde chiedendo l'intervento della magistratura e delle forze dell'ordine.
Sono stati ricordati, nell’intervento davanti a Palazzo di Giustizia, «gli sbarchi abusivi da mega-yacht, i party illegali nelle riserve naturali e il saccheggio del demanio marittimo da Palau, al Parco di La Maddalena, all’isola di Mortorio».
Da Orosei a Cala Coticcio agli arenili, sono tante le condotte documentate da Repùblica che attacca: «Non tolleriamo che la Sardegna venga trattata come una terra senza legge, dove ricchi turisti, mega-yacht e incivili pensano di poter calpestare le leggi, l’ambiente e il diritto dei sardi di tutelare il proprio patrimonio ambientale e fruire liberamente del proprio mare solo perché possono. Questo non è turismo, è colonialismo predatorio».
La proposta del movimento è diversa: «Un modello di turismo arricchente sia per i turisti che per i Sardi e non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello culturale e umano. Uno scambio basato sul rispetto dei luoghi e della cultura profonda che da quei luoghi nasce, in cui il territorio è rispettato, anche nei suoi silenzi».
Poi l’attacco al “turismo di massa”, dichiarano, «sul quale la Regione Sardegna sembra voler puntare». «La Sardegna - è la conclusione di Repùblica - non ha bisogno di persone irrispettose che forti del proprio patrimonio pensano che siccome possono permettersi di pagare le multe, possono continuare a violare le leggi impunemente, a questi oltre la multa andrebbe notificato il foglio di via per cinque anni».
