Sassari, eletta la nuova pontefice dell'associazione goliardica turritana
Gabriella Piga assurge al soglio dell’Associazione Goliardica Turritana, elevandosi nel sommo rito pagano della cionfraPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La chiesa dei goliardi sassaresi ha un nuovo pontefice ed è donna: Anda I “Maxima Aurea”. Gabriella Piga assurge al soglio dell’Associazione Goliardica Turritana, elevandosi nel sommo rito pagano della cionfra, cifra nel capoluogo del capo di sopra di scherzo, satira e divertimento senza sconti.
La 26enne, all’ultimo anno della facoltà di Veterinaria, è la seconda rappresentante femminile a indossare ermellino, feluca e placche dopo il debutto di Giovanna Deiana che, nel 2014, aveva rivestito la carica come Adelasia I “Verticordia”. Un’investitura che non nasce dal nulla. Gabriella infatti ha nobili natali sorti sotto il segno della confessione pagana, vero caposaldo dell’università a Sassari: «Mio fratello Mario - racconta - è stato a sua volta pontefice nove anni fa e si era proclamato Torra».
Cioè “torna” mentre lei, Anda, “va”, richiama un classico gioco di parole. «Ma anche papà e mamma sono stati goliardi», riferisce lei in merito all’eredità intergenerazionale che la conduce a regnare su uno scenario di motteggi, iniziative ironiche, latinorum che durerà un anno. L’avvio pubblico del “papato” si avrà durante l’inaugurazione dell’anno accademico con l’incursione ridanciana della papessa e dei suoi fedeli a prendere di mira l’istituzione, e l’ospite di turno, magari un ministro.
Poi le cerimonie classiche come la gara delle vasche da bagno a Fertilia ad aprile e, per citarne soltanto un’altra, la Discesa dei Carruzzi. Ovvero le corse per il ripido pendio di viale Trento a bordo di improbabili trabiccoli trasformati in missili scenografati da messaggi che non contemplano la diplomazia. «Il nostro era il 69 bis, in cui prendevamo in giro le polemiche sul 41 bis. Ma la meccanica ci ha traditi dopo qualche metro».
Il numero “69” torna pure come percentuale della birra tra i fedeli, motore di scherzi, sulla scia di quelli visti in film come Animal House o Una notte da leoni. «Ma sono irriferibili perché quanto succede in goliardia lì rimane», sentenzia la pontefice. La cui elezione dimostra che non esiste maschilismo nell’istituzione goliardica: «Al contrario, c’è stato un boom di donne».
Per diventare pontefice serve una campagna elettorale, i cui toni sono paradossali come nel caso di Gabriella candidatasi con un video in cui emerge la sua inclinazione di futura veterinaria. «Ero in mezzo alle pecore e qualcuna l’ho anche munta». Puro spirito dissacratore che va parallelo a quello di studentessa. «L’associazione goliardica - riferisce - è interfacoltà e permette di fare conoscenze e amicizie che, altrimenti, non si sarebbero fatte». Gli amici sono, è ovvio, anche “normali”, che accettano “il lato pazzo” di Gabriella. Meno facile gestire gli affari di cuore con una vocazione da goliarda così intensa. Ma anche su questo aspetto potrà intervenire la luce suggerita dal titolo che la 26enne si è data: “Maxima Aurea”. «Perché - spiega - porterò lo splendore nel mio pontificato».
