Istituita la rete dei rifugi climatici a Sassari. Nei giorni scorsi la delibera della giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Ambiente, Pierluigi Salis, ha messo nero su bianco i 22 ripari, tra centro e periferie, dalle ondate di calore sempre più frequenti. Sono 6 parchi, 8 giardini, 4 biblioteche, più altri spazi cittadini alberati, mappati, su incarico del settore Ambiente e Verde pubblico, da un pianificatore territoriale, Nicola Solinas. Grazie a un geodatabase sono stati individuati gli spazi, sia aperti che chiusi, luoghi di comfort climatico, all’interno degli obiettivi del Piano locale di adattamento ai cambiamenti climatici, licenziato dal consiglio comunale nel 2025, dove si evidenziavano i tre rischi di alluvioni, siccità e, appunto, ondate di calore.  I rifugi climatici sono stati scelti per l’accessibilità, fruibilità e gratuità, oltre che per la possibilità di offrire condizioni di sollievo termico, pur mantenendo la funzione basica degli spazi. E, per quanto riguarda i ripari aperti, si è considerato il grado di ombreggiamento che possono garantire gli alberi, integrando le altre componenti di un microclima ideale, quali prati e vegetazione. Sono però diverse le azioni dell’amministrazione comunale legate al contenimento dei cambiamenti climatici, e tra queste Adaptwise.

Il progetto, dalla durata triennale, sta portando avanti due azioni pilota di mitigazione del calore nelle traverse Cervi e Nurra, nel quartiere di Monte Rosello. Realizzando aree ombreggiate, depavimentazione, piantumazione di specie arboree da aggiungere ai bagolari, e sedute idonee.

«Ma anche su questo punto- afferma l’assessore e vicesindaco Pierluigi Salis- stiamo programmando una serie di interventi per depavimentare altre zone».

Per quanto riguarda la rete dei rifugi climatici, iniziativa sperimentale, che trova a Sassari la sua prima applicazione in Sardegna, all’elenco delle aree manca Latte Dolce. Salis assicura che si sta ragionando per dare vita a spazi simili anche nel rione e una delle ipotesi contemplate è quella di via Paganini, dove prima si trovavano gli orti urbani, smantellati di recente.

L’ELENCO – I rifugi sono: i giardini “Il tappetino”, “Monsignor Paolo Carta”, via Siglienti, “San Giovanni Bosco”, Emiciclo (fermata Sirio), Giardini pubblici, via Washington, via Frassetto.  E ancora i parchi “Emanuela Loi”, della Solidarietà, ex Colonia campestre; “Maria Carta”, Baddimanna, Monserrato. Poi le aree di corso Vico, piazza Caduti del lavoro, centro Poliss, Biblioteca comunale centrale - Palazzo d’Usini, Biblioteca comunale di Caniga, Biblioteca comunale di Li Punti, Archivio storico comunale "Enrico Costa”, Biblioteca universitaria di Sassari.

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