Sit-in della dirigenza medica dell’Aou oggi in viale San Pietro a Sassari. Una protesta, sostenuta dai sindacati Cgil Fp e Uil Fpl, e che ha come tema la mancata certificazione degli accordi fatti con l'Aou da parte del collegio dei revisori per quanto riguarda il salario di 2° livello.

«Un fatto gravissimo - denuncia Paolo Dettori, segretario generale della Cgil Fp Nord-Sardegna – perché parliamo del fondo del 2023. Questo vuol dire che i medici sono senza retribuzione di secondo livello, e senza percepire tutta una serie di indennità, parte importante del salario, già da 3 anni. Siamo preda del degrado della burocrazia che dovrebbe essere quella burocrazia sana che garantisce la legalità e invece in questo caso, penalizza lavoratori che sono già da anni fortemente stressati anche per i carichi di lavoro».

Sono circa 800 i dirigenti sanitari dell’Azienda-ospedaliero-universitaria interessati dalla vertenza. «Andando molto al ribasso - interviene Miriam Pastorino, segretario regionale della Cgil Funzione pubblica per i dirigenti medici e sanitari, nonché dirigente medico in Aou - ci mancano 5mila euro all’anno. Chiediamo una presa di responsabilità da tutti quelli che sono coinvolti nell’Aou e nel Collegio dei revisori. Come lavoratori ci ritroviamo a pagare il prezzo di un mancato accordo, e addirittura il mancato rispetto di una contrattazione decentrata non certificata dal Collegio».

Ma ci sono anche le ore fatte per coprire la carenza di personale, a partire dalla costituzione dell’Azienda, a rappresentare un altro tema di discussione: «Si va dalle 700 ore fino alle mille. Siamo in assemblea - rimarca poi Franco Piredda, rappresentante sindacale Uil della dirigenza sanitaria - per richiedere nuovamente all'Azienda sanitaria il riconoscimento delle voci degli stipendi accessori, soprattutto l’indennità di risultato, che dà oltre 15 anni non ci viene corrisposta, se non in parte».

Stress, burnout, sono diverse le conseguenze dei carichi di lavoro che i medici e il personale sanitario tollerano sempre meno. Il problema è però più ampio e va intercettare i limiti della sanità isolana.

«Il rischio - afferma Augusto Ogana, segretario generale della Uil Fpl di Sassari-Olbia-Tempio - è che si vada a dichiarare uno sciopero generale. Non si potrà resistere a lungo con le barelle nei corridoi e i reparti pieni. Ed è da anni che chiediamo una rivisitazione delle dotazioni organiche».

La protesta mette nel mirino la Regione Sardegna e la giunta Todde. «Noi protestiamo - dice Dettori - anche contro la sua attuale inerzia». E specifica uno dei punti per cui si sono chiesti gli incontri territoriali per tutto il nord Sardegna. «Pensiamo che ci sia il rischio che qualcuno voglia sostituire dei posti letto per acuti con posti letto di comunità, che hanno un livello di assistenza completamente diverso, e di comune hanno solo il nome, con i posti letto degli ospedali. Posti del tutto insufficienti». Ma l’elenco delle recriminazioni è lungo e non trova soluzioni da tempo.

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