Sassari, dal prestito per i genitori morti (in realtà vivi) ai lavori in casa: così il 70enne è stato truffato per 200mila euro
In cinque anni avrebbe convinto la vittima a cedergli grosse somme con le scuse più disparate, senza estorsione né minaccePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
200mila euro versati in 5 anni per aiutare un sassarese. Finché il benefattore, un 70enne di Mores, non vedendo rientrare un euro dei soldi prestati, ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri. Ed è con l’ipotesi di truffa che i militari dell’Arma hanno arrestato in un bar di Carbonazzi a Sassari, giovedì scorso, un 46enne che aveva appena ricevuto l’ultima somma: 250 euro.
Condotto a Bancali l’uomo, difeso dall’avvocato Marco Manca, è stato liberato oggi dal gip Sergio De Luca il quale non ha accolto la richiesta del carcere formulata dalla pm Maria Paola Asara, disponendo invece la convalida dell’arresto e l’obbligo di firma in caserma dai carabinieri. È questo il primo capitolo giudiziario per l’indagato che, nel lasso di tempo contestato, avrebbe raggirato l’anziano chiedendogli denaro che la vittima gli versava direttamente, e l’altro gli rilasciava una ricevuta, oppure su un conto corrente postale intestato alla compagna del 46enne.
Le scuse con cui otteneva i soldi sarebbero state le più diverse, dalla necessità di superare un brutto momento per la perdita dei genitori, che sarebbero in realtà vivi, fino alla necessità di averli per presunti lavori di ristrutturazione in una casa. Sempre con la promessa di restituirli, interessi compresi, appena avesse venduto una fantomatica abitazione. Nessuna estorsione né minaccia, a quanto è dato sapere, ma solo istanze reiterate inventando bisogni e impellenze che non sarebbero esistite. Finché il 70enne ha dovuto dire basta, capendo di avere abboccato alla truffa, e sporgendo querela sperando magari di ricevere indietro la somma elargita, o almeno una parte.
