Sassari, Comune: approvato il Piano di rischio aeroportuale redatto insieme ad Alghero
Il territorio di Sassari coinvolto è una piccola parte della Zona di Tutela CPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Approvato in consiglio comunale, nei giorni scorsi a Sassari, il Piano di rischio aeroportuale del Comune. Sono due i parametri seguiti nella stesura del documento, redatto dal settore Pianificazione territoriale, Tutela del paesaggio e Rigenerazione urbana, e pensato in sinergia con il Comune di Alghero.
A cominciare dalla necessità di limitare il carico antropico nelle zone più esposte alle attività aeroportuali, contemplando eventuali vincoli alla funzione residenziale in quelle aree, e stoppare le cosiddette attività ad alto affollamento, come scuole, ospedali e altre che possano amplificare le conseguenze di un eventuale incidente aereo. La pratica, esposta dall’assessora competente Maria Francesca Fantato, aveva già ricevuto il semaforo verde dalla commissione consiliare e dalla Municipalità della Nurra. Il Piano di rischio aeroportuale, relativo all’aeroporto “Riviera del Corallo” di Alghero, è uno strumento urbanistico obbligatorio, che punta a tutelare le aree vicine agli aeroporti dai rischi derivanti dall’attività aeronautica.
Il territorio di Sassari coinvolto è una piccola parte della Zona di Tutela C, qualificata come area agricola di primaria importanza e caratterizzata da edificazione diffusa, sia residenziale che agricola. Dopo il via libera in consiglio comunale, il Piano verrà recepito nel Puc e inoltrato a Enac. «Se un privato volesse realizzare una nuova attività in quella zona, dovrà verificare la compatibilità con le prescrizioni del Pra», dichiara l’assessora Fantato. «Non potrà costruire un centro commerciale o una scuola, ma potrà realizzare edifici agricoli o residenze a basso affollamento, rispettando gli indici di edificabilità previsti Questo documento garantisce la sicurezza delle aree limitrofe all’aeroporto e assicura la coerenza tra pianificazione urbanistica e normativa aeronautica», aggiunge.
Il Piano di rischio aeroportuale è previsto dal Codice della navigazione e dal Regolamento Enac e, per questo motivo, nel “viaggio” della pratica si è avuta la trasmissione del piano a Ente nazionale per l’aviazione civile, con la richiesta di pareri e integrazioni e la verifica di assoggettabilità a Valutazione ambientale strategica, da cui è stato escluso. Avuto l’ok dall’Enac, l’iter si è completato con quello dell’aula consiliare di Palazzo Ducale.
«Il Piano di rischio aeroportuale rappresenta una cintura di sicurezza per la comunità: non elimina il rischio, ma ne riduce drasticamente le conseguenze, garantendo uno sviluppo urbanistico responsabile e la tutela della salute pubblica nelle aree limitrofe all’aeroporto», conclude Maria Francesca Fantato, ribadendo che «il lavoro fatto insieme ad Alghero può essere preso come modello rispetto al governo di fenomeni urbanistici, sociali ed economici che possono essere gestiti solo attraverso la collaborazione e la ricerca di una sintesi che vada oltre gli interessi di una o dell’altra parte».
