Il borsello è sparito in un attimo. Di notte, in corso Vico a Sassari, a due passi dalla stazione dei treni, Luciano Dedola, titolare del bar omonimo, aveva chiuso il locale e si era messo in auto. «Ho aperto la portiera e un malvivente mi ha preso portafoglio, documenti, chiavi di casa e del bar», ricorda.

L’episodio è avvenuto qualche giorno fa. Il ladro, che aveva un complice, è fuggito a piedi mentre l’altro è sparito su un monopattino. «Ho provato a inseguirli ma è stato inutile. Erano ventenni e io ho 60 anni», dice Dedola, costretto poi a passare la notte davanti alla sua proprietà, fino al mattino, per evitare che ritornassero a rubare. «Da giorni quei due stavano qua di fronte a controllare i nostri movimenti e i nostri orari».

Un vero e proprio lavoro di “spionaggio” che, alla fine, porta i suoi frutti. Perlomeno per un breve lasso di tempo. Perché questa vicenda porta con sé una seconda parte che va oltre le denunce, prima alla polizia di Stato e poi ai carabinieri, e la comprensibile rabbia del commerciante. «Ci siamo dovuti impegnare noi in prima persona per recuperare tutto», dichiara Luciano.

Una piccola odissea affrontata per le vie del quartiere, il centro storico, le piazze di spaccio, confabulando con figure informate, tra Mercato Civico e piazza Tola. Una rete borderline i cui fili connettono ad altri, in una trama che porta lontano, nella città in parte sconosciuta. «Alla fine siamo finiti in un centro di accoglienza e abbiamo chiesto lì». L’esito è felice, il borsello con il contenuto è spuntato dal nulla, e tutto è ritornato al legittimo proprietario.

«Ma è stato un rischio. Cosa poteva capitarci nel frattempo?». Qualcuno avrebbe potuto non gradire, forse equivocare le richieste e, magari, aggredire. «Io, non fidandomi, nel frattempo ho comunque cambiato le serrature lo stesso, pagando centinaia di euro». Che lezione ha appreso? «Dico a tutti di premunirsi, di fare attenzione. Ci vuole veramente poco a farsi derubare». Anche perché non tutti, come comprensibile, hanno voglia di percorrere Sassari per ritrovare quanto sottratto.

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