Sassari, Centro di emergenza: 10 posti letto e operatori
Molti i percorsi del Comune a favore delle donne vittime di violenzaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dieci posti letto, videosorveglianza e assistenza delle operatrici. È un primo profilo della casa di emergenza in accoglienza di Sassari, illustrato ieri in V Commissione, dall’assessora alle Politiche sociali Lalla Careddu.
«Abbiamo ricevuto un finanziamento di un milione e 145mila euro dalla Regione per un progetto presentato dalla precedente amministrazione», dichiara. Il programma era stato ideato dall’allora assessore ai Servizi sociali Gianfranco Meazza. A motivare quasi la metà della somma stanziata dalla Ras - 3 milioni - per Sassari è l’ambito Plus e le tante donne che usufruiscono del reddito di libertà in città e che sono, purtroppo, vittime di violenza.
«Abbiamo già individuato l’edificio e ci occuperemo, con il supporto dei Lavori Pubblici, di riqualificarlo». Questo l’impiego della somma stanziata che poi avrà bisogno di una ulteriore aggiunta per rendere operativa la struttura. Il centro sarà rivolto alle donne che non possono trovare subito accoglienza nelle Case Rifugio e che vi potranno rimanere da un giorno a un mese.
Il quadro riferito da Careddu sulle vittime di violenza racconta di uomini maltrattanti che si presentano negli uffici delle Politiche sociali di via Zara minacciando gli assistenti sociali e la stessa assessora perché vogliono sapere dove si trovano le compagne. Un contesto che, afferma l’esponente di giunta, «non riguarda solo le casalinghe ma spesso anche professioniste, da avvocate a medici».
A sostenere le donne dal punto di vista economico vi è il citato reddito di libertà, uno erogato dall’Inps e della durata di 12 mesi e l’altro dalla Regione, per 3 anni. «Si può aderire a un progetto per uscire dalla violenza, concordato con gli assistenti sociali». Dal comprare gli arredi per la casa al corso per diventare Oss sono diverse le strade per trovare una propria libertà anche se più di una donna ricade nel circuito della violenza. Intanto, mentre si continua con successo l’esperienza del dormitorio maschile in via Ardara, il Comune è pronto, con una modifica del progetto Housing First, a inaugurare un luogo simile dedicato alle donne, e che potrà avvalersi di 15 posti letto.
