Dopo le polemiche sull’utilizzo di un immobile del demanio regionale per un’iniziativa di raccolta fondi di Europa Verde, a Sa Segada, borgata di Alghero, scoppia un nuovo caso. Sulla recinzione del campo sportivo pubblico della borgata sarebbero comparsi cartelli con la scritta "proprietà privata". A denunciarlo è Fratelli d’Italia Alghero, che torna all’attacco dell’amministrazione Cacciotto chiedendo chiarimenti sulla gestione del patrimonio pubblico. «A Sa Segada sta succedendo qualcosa di singolare: i beni pubblici sembrano diventare privati con una facilità disarmante. E il sindaco Cacciotto, invece di chiarire, tace. Forse qualcuno nella maggioranza ha confuso la vittoria delle elezioni con l’acquisto della città», affermano gli esponenti del partito di opposizione.

Il centrodestra torna così sulla precedente vicenda dell’immobile utilizzato per un’iniziativa di autofinanziamento di Europa Verde, formazione politica del sindaco. «Soltanto dopo le polemiche è arrivata la precisazione che parte del ricavato sarebbe andata al restauro del campanile. Sarebbe curioso sapere quanto abbiano raccolto per il partito e quanto per il campanile. Ma soprattutto chi ha autorizzato l’utilizzo della struttura per finanziare un partito politico?».

Fratelli d'Italia ora accende i riflettori sul campo sportivo. «Una privatizzazione fai-da-te? Basta appendere un cartello per cambiare la proprietà di un bene della collettività?»,  e sollecita chiarimenti. «Il sindaco ha il dovere di chiarire immediatamente chi abbia autorizzato l’iniziativa politica, chi abbia collocato quei cartelli, a quale titolo e se siano stati disposti controlli. I beni pubblici non sono nella disponibilità personale di chi governa, né dei partiti che lo sostengono». 

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