Roghi in cantiere e camion dei rifiuti nell’area di tutela integrale: incivili in paradiso all’Asinara
Le attività illecite scoperte dai carabinieri all’interno del parcoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Incivili in paradiso. Gli operai impegnati in un cantiere avevano disseminato la zona di rifiuti e per eliminarne alcuni avevano anche acceso dei fuochi. Un mezzo per la raccolta dell’immondizia, invece, è entrato in zona a protezione integrale ed è rimasto impantanato: il terreno è stato devastato dai tentativi dell’autista di uscire dal pantano.
Le attività illecite sono state scoperte dai carabinieri all’Asinara, parco dove la attività di controllo e monitoraggio non si interrompono nemmeno durante la stagione invernale.
In particolare i militari, nel corso dei controlli effettuati nelle ultime settimane per tutelare uno dei patrimoni naturalistici più preziosi del Mediterraneo, hanno contestato violazioni multiple del Regolamento del Parco: comportamenti che avrebbero potuto compromettere un ecosistema
fragile e per questo rigidamente tutelato.
Il primo controllo è stato eseguito in un cantiere in località Tumbarino. I carabinieri hanno accertato l’accensione abusiva di fuochi, verosimilmente per bruciare alcuni rifiuti, effettuata in totale assenza delle necessarie
autorizzazioni. Una pratica definita «pericolosa in un contesto insulare caratterizzato da un ecosistema particolarmente sensibile». Nella stessa area è stato inoltre documentato l’abbandono di rifiuti tra cui reti, plastiche e bottiglie di vetro.
Per questo tipo di violazioni, le sanzioni possono raggiungere i 1.000 euro, a cui si aggiunge l’obbligo di ripristino ambientale e la facoltà per il direttore del Parco di sospendere o revocare le autorizzazioni ad operare sull’Isola.
La seconda attività condotta dai militari ha riguardato un veicolo del servizio di nettezza urbana: è stato accertato che l’autocompattatore si è introdotto senza alcuna autorizzazione all’interno della zona “A” dell’Area Marina Protetta, il livello di tutela più elevato. Tra l’altro il veicolo, a causa delle piogge dell’ultimo periodo, è anche rimasto impantanato proprio in quella zona, aggravando ulteriormente l’impatto ambientale con manovre e tentativi di rimozione che hanno modificato quei luoghi incontaminati e potenzialmente provocato danni a specie protette e habitat.
Le sanzioni previste sono le stesse: multa e possibilità di essere tagliati fuori dal parco.
