Secal in difficoltà finanziaria, stipendi di agosto non ancora pagati e un debito del Comune che, secondo le opposizioni, avrebbe superato i 500mila euro. La situazione della società interamente partecipata dall’amministrazione comunale, che gestisce accertamento e riscossione delle entrate, in questi giorni è al centro di uno scontro politico. Con due comunicati distinti, Marco Tedde di Forza Italia chiede di riferire in Consiglio mentre Michele Pais della Lega rilancia la proposta di internalizzare il servizio. <Il Comune socio unico è colpevolmente inadempiente>, attacca l’azzurro Tedde. Secondo il capogruppo di Forza Italia, la crisi di liquidità sarebbe determinata proprio dai mancati pagamenti dell’ente per prestazioni già effettuate dalla partecipata, con conseguenze che ora ricadono sui lavoratori. Tedde chiede di conoscere l’ammontare complessivo del debito, le fatture scadute, i tempi dei ritardi e le conseguenze sulla gestione della società. E paventa anche il rischio che Secal possa rivolgersi al Tribunale per ottenere le somme dovute e l’eventuale risarcimento dei danni. Sulla vicenda interviene anche Michele Pais, confermando un debito comunale di oltre mezzo milione di euro. Per Pais il problema riguarda sia i dipendenti, da anni alle prese con una situazione di incertezza, sia il rapporto con i contribuenti, richiamando pignoramenti dei conti correnti, procedure giudicate aggressive e avvisi tributari contestati. La proposta della Lega è quella di predisporre un piano per riportare all’interno del Comune l’accertamento dei tributi, valutando personale, costi, tempi e sostenibilità.

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