Porto Torres, un altro medico in pensione: «Allarme non più trascurabile»
Resta ancora alto il numero di pazienti privi di un medico di famiglia con incarico a tempo indeterminatoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un altro medico in congedo e un nuovo dottore di medicina generale che prenderà servizio con incarico provvisorio a Porto Torres, a partire da lunedì 3 agosto.
Si tratta del dottore Dino Nota, a cui verranno assegnati i pazienti attualmente in carico al medico Antonio Vincenzo Piglioni che ha cessato il proprio incarico per pensionamento dal 31 luglio. Presterà servizio, nell’ambito del distretto di Sassari, presso il Poliambulatorio Andriolu, nei locali dove opera la Guardia medica, con orari dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 13, il martedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 19.
Essendo provvisorio l’assegnazione dei pazienti al nuovo medico avverrà automaticamente, senza necessità di effettuare alcuna scelta. Resta però ancora alto il numero di pazienti privi di un medico di famiglia con incarico a tempo indeterminato, una platea di migliaia di utenti con la sola possibilità di rivolgersi agli Ascot o ai servizi convenzionati.
Sarebbero rimasti in tre i medici di medicina generale a tempo indeterminato, «una demolizione progressiva del servizio sanitario con la tendenza a sostituire il medico di famiglia con l’attivazione degli ambulatori Ascot che offrono, però, un’assistenza limitata nei giorni e negli orari e dove il rapporto di fiducia e umano con il paziente si indebolisce», sottolinea il capogruppo di Sardegna Vera, Carlo Cossu. «In una città di oltre 20 mila abitanti la distribuzione dei medici di famiglia ha raggiunto livelli di allerta, una situazione destinata a peggiorare con tre medici rimasti, in congedo anche loro fra qualche anno, con la conseguenza di scombinare ulteriormente gli equilibri nell’ambito di un’assistenza sanitaria già molto complessa. Credo che in questo senso occorra avere un occhio di riguardo per chi è costretto a ripiegare all’alternativa precaria offerta dall’Ascot, con il rischio in futuro di intasare ulteriormente il servizio di assistenza territoriale della Asl».
