La vicenda della nomina dei due rappresentanti del Comune di Porto Torres nella Commissione tecnica di controllo, per la centrale di Ep Fiume Santo, continua a restare al centro dello scontro politico, dentro e fuori l’aula consiliare. Un dibattito nato nella seduta di insediamento del Consiglio e, a seguito delle dimissioni del consigliere appena eletto, Emanuele Riu, che ha assunto l’incarico nel comitato Ep.

Al suo fianco il collega del M5s, altro componente incaricato con provvedimento del sindaco. La richiesta di revoca del decreto di nomina contestato era arrivata dalla consigliera Sara Dettori che, rivolgendosi al sindaco Massimo Mulas si riservava, in caso contrario, di impugnare l’atto presso il Tribunale amministrativo regionale. E giù nomi e cognomi dei due rappresentanti che, secondo il primo cittadino avrebbero richiesto maggiore riservatezza e una seduta a porte chiuse.

In discussione l’assenza di titoli per assumere quegli incarichi nella Commissione Ep. «Chiedo quale competenza e quale formazione culturale possano presentare un edicolante e un agente di vendita, rispettivamente con un diploma di ragioniere e di geometra», parole pronunciate davanti all’assemblea civica da Dettori, suscitando polemiche e la risposta a stretto giro dell’esponente di Orizzonte Comune, Emanuele Riu: «Il primo Consiglio comunale della nuova consiliatura avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di un percorso istituzionale improntato al confronto e al rispetto reciproco», sostiene Riu, «Purtroppo, abbiamo assistito ad un dibattito che, in alcuni passaggi, ha oltrepassato il confine della legittima critica politica, trasformandosi in un attacco non solo nei confronti della mia persona, ma dell’intero movimento civico Orizzonte Comune, delle sue scelte e della sua autonomia politica».

Il consigliere leghista Ivan Cermelli nel suo intervento aveva proposto di svolgere lo stesso incarico a titolo gratuito, con gli emolumenti da destinare alle persone in difficoltà. Il prossimo passo sarà quello di presentare una mozione sull’argomento.

Nella replica Riu, in qualità di coordinatore cittadino dichiara di non sottrarsi al confronto. «Chi ricopre un ruolo politico – dice - deve accettare il dissenso e rispondere del proprio operato. Ben diverso è tentare di delegittimare una persona facendo riferimento al suo percorso professionale o ai titoli di studio, come se il valore di chi svolge un incarico pubblico dipendesse esclusivamente da questi elementi.»

Per Riu «la dignità di una persona non è determinata dal lavoro che svolge né da un titolo accademico. Lo studio rappresenta certamente un valore, ma non può diventare uno strumento di discriminazione o di superiorità. La competenza si costruisce anche attraverso l’esperienza, il senso di responsabilità, la conoscenza del territorio, la capacità di ascoltare i cittadini e l’impegno quotidiano al servizio della comunità». Lo stesso coordinatore di Orizzonte Comune spiega il perché della decisione di lasciare il Consiglio per un diverso incarico: «È una scelta trasparente, che sposa la linea che il sindaco Mulas ha sempre tracciato: stop ai doppi incarichi e alle poltrone accumulate. Soprattutto nelle commissioni di controllo, dove l’indipendenza e la chiarezza decisionale dei consiglieri non possono e non devono essere inficiate da conflitti. Si tratta di una scelta pienamente legittima, - prosegue - fondata su valutazioni esclusivamente politiche e finalizzata a rafforzare l’azione amministrativa, migliorare l’organizzazione del movimento e garantire un contributo ancora più efficace al governo della città». Una scelta che secondo il partito avrebbe consentito di rafforzare la rappresentanza all’interno del Consiglio comunale, favorendo un incremento della presenza femminile nella componente consiliare. «Per queste ragioni, Orizzonte Comune respinge con fermezza ogni tentativo di mettere in discussione decisioni che appartengono esclusivamente alla propria autonomia politica ed esprime la più totale solidarietà e il massimo sostegno nei confronti del proprio coordinatore cittadino, ritenendo che gli attacchi rivolti alla sua persona abbiano colpito, di fatto, tutto il movimento e la legittimità delle decisioni assunte collegialmente». 

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