Porto Torres, scontro sugli impianti sportivi: l'aula si blinda a porte chiuse
Discussione secretata "per fatto privato" tra le proteste della minoranza e la sorpresa del sindaco. Nella notte passa all'unanimità la mozione: stretta sulle morosità e via al registro pubblicoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Scontro in aula consiliare sulla gestione e sugli affidamenti degli impianti sportivi comunali, uno dei temi più divisivi e caldi affrontati a porte chiuse dal Consiglio comunale di Porto Torres. Una seduta fiume che ha messo a confronto maggioranza e opposizione sulla amministrazione delle strutture sportive che toccano da vicino associazioni, atleti e famiglie, una discussione cominciata ieri pomeriggio intorno alle 18 con la presentazione della mozione della minoranza, illustrata dal primo firmatario, il capogruppo di Sardegna Vera, Carlo Cossu, e terminata alle 22 con l’intesa raggiunta dall’intera assemblea civica che ha votato il documento all’unanimità.
Il dibattito consiliare iniziato a porte aperte è proseguito in modalità secretata “per fatto privato”, dopo la proposta avanzata dalla presidente del Consiglio comunale, Giulia Manca, accolta con favore dalla maggioranza ma con voto contrario espresso dalla minoranza e con sorpresa dal sindaco Massimo Mulas. Il dispositivo metteva in discussione la gestione e l’assegnazione degli impianti sportivi comunali, dai campi di calcio alle palestre specialistiche e scolastiche di varie discipline sportive, affidate secondo due diverse modalità: secondo concessioni in uso, orario o annuale, a fronte del pagamento di una tariffa, oppure tramite concessione in gestione, in alcuni a canone gratuito o ridotto in relazione all’assunzione da parte dell’associazione concessionaria, di oneri di manutenzione o riqualificazione.
La mozione, approvata all’unanimità a seguito di abrogazione concordata di tre punti, nei sette argomenti previsti impegna il sindaco Mulas e la sua Giunta «a riferire immediatamente al Consiglio comunale, nella prima seduta utile, sullo stato di fatto e di diritto della gestione degli impianti sportivi comunali, con relazione scritta contenente, oltre all’elenco completo delle strutture, anche il titolo concessorio, il soggetto concessionario, la data di decorrenza e di scadenza, il canone o le tariffe applicate, lo stato dei pagamenti e delle eventuali morosità, lo stato di attuazione delle opere di riqualificazione assunte e i contributi comunali erogati negli ultimi cinque anni», spiega il consigliere Cossu in riferimento al primo punto. Tra gli adempimenti richiesti anche la verifica di tutti gli affidamenti in gestione a carattere pluriennale e la pubblicazione dell’avviso pubblico per l’anno sportivo 2026-2027.
Il dispositivo impegna l’esecutivo ad applicare rigorosamente il Regolamento, astenendosi dal rilasciare nuove concessioni ai richiedenti che risultino morosi nel pagamento delle tariffe o del canone. All’amministrazione si chiede, inoltre, di esigere da tutti i concessionari le relazioni annuali di gestione e la rendicontazione, assicurandone la trasmissione per conoscenza alla Commissione consiliare competente, oltre a assoggettare l’erogazione di ogni contributo comunale alle associazioni assegnatarie di strutture alla verifica della regolarità della loro posizione debitoria e convenzionale verso il Comune. Infine nel punto 10 si chiede di istituire e pubblicare sul sito istituzionale un registro pubblico e permanentemente aggiornato delle concessioni degli impianti sportivi, sottoponendo al Consiglio comunale, entro sei mesi, una proposta di aggiornamento del Regolamento del 2008.
