Tre proposte progettuali per il rifacimento del ponticello sul belvedere delle Acque Dolci, struttura di legno sul lungomare Balai, a Porto Torres, che ha ceduto alle intemperie e al forte vento di maestrale abbattutosi sulle coste sarde nei giorni scorsi. «Abbiamo sempre mantenuto costante l’attenzione sul ponte in legno interdetto alla fruizione e già messo in sicurezza da diversi anni, portando avanti la pianificazione degli interventi finalizzati alla sua riqualificazione», precisa l’amministrazione comunale.

«Un percorso complesso determinato, da un lato, dalle criticità nell’ambito di intervento, caratterizzato da importanti fenomeni di erosione costiera e, dall’altro, dall’assenza di un progettualità iniziale della struttura particolarmente datata, sulla quale poter basare interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria».

Il progetto è stato affidato da diverso tempo a un tecnico specializzato l’incarico di redigere il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) per il rifacimento del ponte, crollato domenica mattina, il cui degrado è dipeso dall’azione combinata degli agenti atmosferici, della salsedine marina e dell’erosione costiera e, attualmente, non resta che determinare, da parte della Giunta comunale, quale soluzione sia la più idonea tra le 3 alternative progettuali proposte, elaborate tenendo conto del peculiare quadro geologico e strutturale del contesto. Riconoscendo il valore identitario e paesaggistico del manufatto, ha espresso da tempo la chiara volontà di restituire il ponte alla fruizione pubblica attraverso la valutazione di soluzioni tecniche capaci di garantire sicurezza strutturale, sostenibilità economica, coerenza architettonica con il contesto naturale e il miglioramento dell’accessibilità, in linea con le più recenti linee guida per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Una prima proposta prevede il restauro conservativo con interventi di rinforzo localizzati finalizzati all’adeguamento ai carichi attuali, la seconda la demolizione e la ricostruzione del ponte in legno, mantenendo la sagoma e l’impostazione originaria e, infine, la terza la ricostruzione del ponte con struttura in acciaio. A determinare la scelta finale della giunta saranno i costi immediati, ma anche la vita utile dell’opera, della compatibilità con il contesto paesaggistico, della sostenibilità gestionale nel lungo periodo con particolare attenzione alla riduzione dei futuri interventi di manutenzione. L’intervento di rifacimento del ponte si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione e messa in sicurezza del sistema dei percorsi costieri, nell’ambito del quale ogni intervento viene attentamente ponderato in relazione alle peculiari caratteristiche geomorfologiche del litorale soggetto a fenomeni di erosione costiera. L’obiettivo è quello di restituire alla collettività un’infrastruttura sicura, durevole e armonicamente integrata nel paesaggio turritano.

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