Porto Torres, nuovo sviluppo nelle terre civiche: via libera dalla Regione
Interessata una superficie di circa 206 ettari nell’area di Monte Rosè e in parte di Monte AlvaroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo l’approvazione del consiglio comunale, il Piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche del Comune di Porto Torres ottiene in via libera dalla Regione Sardegna.
Uno strumento fondamentale per la tutela, la gestione sostenibile e la valorizzazione del patrimonio collettivo della comunità. Il piano è stato approvato su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Agus.
Un programma redatto dall’agronomo Marco Perra e aggiornato alle più recenti direttive regionali, e che interessa una superficie di circa 206 ettari, localizzati principalmente nell’area di Monte Rosè e in parte di Monte Alvaro. Un percorso avviato dall’amministrazione Mulas per una nuova regolamentazione delle terre civiche e che ora si prepara a predisporre i bandi di gara per l’assegnazione dei terreni e l’attuazione dei progetti specifici individuati dal piano.
L’iter era partito nel 2021 e ha portato, nell’ottobre 2024, all’adozione del nuovo regolamento comunale per la loro gestione, a ben 24 anni di distanza dal primo regolamento risalente al 2000.
Le terre civiche, infatti, rappresentano una risorsa importante dal punto di vista ambientale, economico e sociale e l'obiettivo del piano è restituire piena funzionalità ai terreni gravati da uso civico, promuovendo usi tradizionali come l’agricoltura, il pascolo e la silvicoltura e nuove opportunità compatibili con le finalità collettive: aree attrezzate per il turismo sostenibile, strutture sportive rurali, attività ricreative e culturali. Attraverso lo strumento, sarà possibile avviare destinazioni d’uso diverse da quelle attuali, purché in grado di generare un concreto vantaggio per la collettività.
Le nuove destinazioni potranno essere realizzate anche attraverso la concessione a enti pubblici, società, cittadini o associazioni. Il piano garantisce la piena coerenza con gli strumenti urbanistici vigenti e con i vincoli regionali in materia di tutela ambientale, paesaggistica e idrogeologica e include misure per il recupero delle terre civiche occupate e per la regolarizzazione di eventuali usi impropri. Alla base del piano vi è uno studio dettagliato che ha permesso di individuare le aree che, pur avendo perso la loro originaria destinazione agricola, boschiva o pascolativa, svolgono comunque una funzione di uso civico “non tradizionale” essendo impiegate per opere pubbliche o per attività estrattive al servizio della cittadinanza.
Superfici che, in quanto funzionali alla collettività, possono essere escluse dall’accertamento delle terre civiche. Il censimento ha incluso l’analisi agronomica e dello stato d’uso dei soprassuoli, le dinamiche di trasformazione e la ricognizione delle aree sottoposte a vincoli dal geoportale regionale. Questo lavoro ha consentito di individuare e definire le azioni di valorizzazione e trasformazione sostenibile delle aree oggetto del piano. Per l’assessora all’Urbanistica, Gian Simona Tortu: «Un passo determinante – sottolinea – per la valorizzazione di un patrimonio collettivo spesso trascurato che può, invece, diventare leva per lo sviluppo locale, la salvaguardia ambientale e la coesione sociale».
