Forze di Polizia e carabinieri impegnati senza sosta nel territorio di Porto Torres, in questa fase di delicata di intensificazione dei flussi migratori che stanno interessando anche lo scalo turritano. I militari e la polizia stanno procedendo ad identificare i migranti che, spesso, si recano presso la stazione marittina “Nino Pala” per cercare di imbarcarsi, mostrando soltanto il foglio di respingimento rilasciato dalle Questure.

Ancora non si conosce il numero esatto dei clandestini presenti a Porto Torres, un lavoro che vede impegnate le forze dell’ordine, in campo per effettuare i controlli, in collaborazione con gli agenti della Polizia locale, per la trasmissione delle generalità alle autorità competenti. Lo ha comunicato il sindaco Massimo Mulas, nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, in risposta alla segnalazione del capogruppo di Fratelli d’Italia, Gianmario Sircana, rispetto alla difficoltà dei migranti di potersi imbarcare nel porto turritano perché privi di documenti d’identità validi.

«Persone che si concentrano alla stazione marittima – spiega l’esponente di FdI - e creano problemi a coloro che gestiscono le attività, presenti all’interno, e gli operatori delle agenzie marittime di navigazione. La stazione Nino Pala ospita un bar, un autonoleggio e le biglietterie, con operatori che chiedono di poter lavorare serenamente e in sicurezza».

Il primo cittadino, in continuo contatto con Questura e Prefettura, attende una soluzione e una normativa a livello nazionale che risolva il cortocircuito che si è presentato negli scali sardi. «Ad Olbia le compagnie di navigazione hanno accettato di imbarcare i migranti purchè scortati dalle forze dell’ordine - aggiunge Mulas - ora attendiamo che vengano adottate le stesse soluzioni anche a Porto Torres». 

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