Ortive marcite e danni alle colture di carciofi e patate, un bilancio pesante per le aziende della Nurra e della zona che dal Ponte Romano si estende fino a Ponte Pizzinnnu, al confine tra Porto Torres e Sassari, il territorio maggiormente colpito dall’esondazione del Rio Mannu.

Su richiesta del sindaco Massimo Mulas, la giunta del Comune turritano ha dichiarato lo stato di calamità naturale a causa dello straripamento del fiume che, rotto gli argini, aveva devastato campagne e raccolti nelle giornate dal 15 al 18 febbraio.

La tempesta di pioggia persistente aveva determinato una straordinaria portata di piena che, domenica 15 febbraio, ha riempito oltre il livello il bacino della diga del Bidighinzu, facendo superare la quota di massima regolazione, pari a 330 millimetri oltre il livello del mare, provocando l’esondazione del Rio Mannu e l’allagamento di oltre 200 ettari di campi coltivati, finiti oltre un metro e mezzo sotto l’acqua.

Il giorno seguente, lunedì 16 febbraio, la pioggia aveva lascito spazio al forte vento di maestrale con forti mareggiate che hanno interessato il territorio comunale, con danni alle strutture pubbliche e ai soggetti privati, alle aziende agricole e zootecniche ancora in fase di definizione. Criticità determinate in particolare a valle del corso d’acqua con preallerta della Protezione civile regionale per le giornate interessate da maltempo.

Il provvedimento permette di accedere a fondi di emergenza, proteggere il settore agricolo e attivare interventi straordinari per gestire la devastazione causata da forti venti e piogge. La giunta comunale di Porto Torres ha formalmente richiesto lo stato di calamità naturale a causa del maltempo anche per la giornata del 12 febbraio a causa del forte vento.

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