Porto Torres, confronto in piazza Mulas-Cermelli: focus su porto e aree industriali dismesse
Il dibattito tra i candidati in vista delle comunali del 7 e 8 giugnoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I candidati a sindaco del centrodestra e del centrosinistra - Massimo Mulas e Ivan Cermelli- hanno scelto il confronto in piazza nella competizione elettorale a quattro, in vista delle comunali del 7 e 8 giugno per il rinnovo del consiglio comunale a Porto Torres. Un dibattito pubblico tra continuità e cambiamento, moderato dalla giornalista Rachele Falchi, che ha visto la presenza anche dell’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, della presidente del Consorzio industriale provinciale di Sassari, Simona Fois e del coordinatore del movimento autonomista Porto Torres Avanti, Bastianino Spanu. Hanno risposto sui temi legati allo sviluppo della città, al lavoro, all’industria, al turismo, all’energia, ai giovani e alle nuove prospettive economiche per Porto Torres. All’incontro-dibattito erano stati invitati anche i candidati alla carica di sindaca, Loredana De Marco per la lista Porto Torres C’è e Sara Dettori per il gruppo sardista, civico- identitario, le quali hanno comunicato la loro indisponibilità a partecipare, spiegando di preferire in questa fase incontrare direttamente i cittadini attraverso altre iniziative sul territorio. «Per pianificare una città così complessa come Porto Torres ci vogliono pazienza e 15 anni di programmazione con dei cronoprogrammi serrati», è la risposta del sindaco uscente Mulas sulle strategie di sviluppo. «Un comune dove sono presenti tante priorità come quelle legate al miglioramento delle infrastrutture già esistenti e quelle relative al compimento di altre in corso di realizzazione, nel porto e nell’area industriale, necessarie a poter tracciare un piano di sviluppo efficace. Infrastrutture che ci fanno partire in vantaggio rispetto ad altri comuni, ma che negli anni hanno perso una linea specifica che dobbiamo restituirgli per potergli dare slancio, un lavoro che abbiamo svolto in questi cinque anni attraverso il recupero di importanti aree industriali, improduttive da anni ma posizionate in zone strategiche che, insieme ai lavori dello scalo, ci possono permettere di dare un nuovo indirizzo produttivo a questo territorio: traffici, turismo, attività di cantieristica e nautica da diporto».Per Ivan Cermelli «questa è una città che ha pagato un prezzo alto in termini di morti per la presenza dell’ex Petrolchimico, ma non una ragione valida per opporci alla zona industriale, bensì occorre aprire un dialogo con le multinazionali, perché non si può prescindere da quelle zone produttive. Credo che occorra ripartire dai posti di lavoro ancora esistenti, insistere sulla continuità delle bonifiche, a cui occorre dare impulso. Il contrasto con Eni non ci porta da nessuna parte, ma è necessario aprire un dialogo. In questi cinque anni - aggiunge il candidato di centrodestra - si sono perse occasioni importanti per poter ricostruire economia dopo l’avvento del Covid. Ritengo però che la nuova filiera produttiva debba essere costituita dalla nautica da diporto e dalla cantieristica in tutte le sue dimensioni e per fare questo non mi servono 15 anni, ma basterebbero anche cinque». Niente ricette semplicistiche, ma una pianificazione complessa che coinvolga tutti i soggetti interessati, Enti e Ministeri differenti. «Dal punto di vista logistico ho avuto modo di fare una fotografia della situazione industriale e amministrativa con il Consorzio industriale di Sassari, che ci ha permesso di fare una progettazione e mettere a disposizione risorse importanti dai fondi Fsc per finanziare nuovi cantieri destinati alla riconversione industriale», ha sottolineato l’assessore Cani. «Il nostro obiettivo – ha precisato- è quello di consolidare l’esistente e, in particolare, su Porto Torres la questione della chimica verde, mai partita, e per questo abbiamo aperto un ragionamento con Eni che investe anche i Ministeri e Palazzo Chigi per la istituzione della cabina di regia. Il secondo binario su cui ci stiamo battendo è quello di immaginare una nuova prospettiva possibile legata alla cantieristica navale, un nuovo filone di sviluppo nell’ambito del sistema portuale». E sul tema energia «Questo territorio potrebbe ospitare un mix energetico fra le rinnovabili e la necessità di riconvertire la centrale di Fiume Santo». La presidente del Consorzio industriale, Simona Fois, ha ricordato i nuovi investimenti regionali per Porto Torres, oltre 40 milioni di euro. «La strategia industriale non dipende esclusivamente dal Comune di Porto Torres ma è di competenza del Consorzio industriale e della Regione con i quali l’amministrazione si è confrontata. In questa direzione abbiamo scelto dove e come investire in un’area Sin, puntando alla riconversione industriale attraverso l’economia circolare e la transizione energetica, investendo risorse per favorire lo sviluppo della cantieristica navale e nautica. Lo abbiamo fatto attraverso un’attenta programmazione, con risorse, interventi e la dismissione di zone dove potrebbero insediarsi nuove intraprese». il dibattito si è concluso con il concerto del gruppo Tazenda.
