È stato un punto di ritrovo per molti clienti, un luogo attraversato da generazioni, da risate e discussioni, una casa aperta per chi è passato una volta sola e per chi è rimasto una vita, un pezzo di Porto Torres per oltre 40 anni.

Lo storico bar Punto Verde chiude i battenti, lasciando silenzio e deserto nell’area del porto commerciale, a ridosso della città, dove il locale ha rappresentato per tanti avventori un punto di riferimento. Una difficile vicenda giudiziaria finita in tribunale che lascia a casa il personale. Due dipendenti e tre lavoratori esterni, che ringraziano chi li ha scelti ogni giorno, chi li ha accompagnati fino all’ultimo.

Il 27 gennaio l’ufficiale giudiziario, accompagnato dagli agenti della Polizia di Stato, ha notificato il pignoramento al proprietario, una espropriazione forzata che impedisce al titolare della concessione demaniale di disporre dei beni. Storie che hanno tempi e spazi diversi, storie difficili da raccontare. Resta l’amarezza di chi ha dedicato tempo e passione per un’attività concepita come parte della propria esistenza. 

Il dispiacere si legge negli occhi del personale, di Alessandro Griecco e Daniela Solinas, i due giovani dipendenti che insieme al resto dei lavoratori, ragazzi tra i 18 e i 20 anni, hanno mostrato responsabilità, hanno garantito lavoro e presenza costante. Nello striscione fuori la struttura si legge «Cinque dipendenti a casa. Grazie ai tutti i clienti». Sono amareggiati per il proprietario che ha perso il locale, disperati per la condizione di disoccupati in cui si sono trovati all’improvviso.

«Il nostro dispiacere è aver perso da un giorno il posto di lavoro, un’attività a cui tenevano tanto per la passione e l’impegno investiti in questi anni con una persona che ci ha voluto bene», dicono. «Il nostro obiettivo è unire le nostre forze per poter aprire insieme un locale tutto nostro, - spiegano - lasciandoci indietro questi problemi e sfruttando le nostre esperienze per costruire qualcosa di nuovo. Non proviamo rancore per nessuno, ma ci teniamo a dire che esistono giovani che hanno voglia di lavorare». Il personale ha ricevuto la solidarietà dei clienti del locale, disponibili a costituire un fondo per la riapertura. 

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