La maggioranza ha respinto la mozione sul caso delle nomine dei due rappresentanti nella Commissione tecnica di controllo ambientale della centrale Ep Fiume Santo, approdata in aula per la discussione del documento promosso dal consigliere Psd’Az, Costantino Biello, primo firmatario, e sottoscritto da altri quattro consiglieri dell’opposizione.

Il Consiglio comunale di Porto Torres ha bocciato il dispositivo con 14 voti contrari e 6 voti favorevoli della minoranza – oltre al proponente, si sono espressi a favore Sara Dettori e Ico Bruzzi di Sardegna al Centro 2020, Ivan Cermelli capogruppo Lega, Gianmario Sircana capogruppo FdI - compreso Carlo Cossu capogruppo di Sardegna Vera che, inizialmente, non aveva firmato la mozione. Quattro i punti messi in evidenza da Biello e condivisi dal partito dei Quattro Mori sezione Simon Mossa: «La competenza del Consiglio comunale di approvare gli indirizzi sulle nomine dei rappresentanti del Comune negli organismi esterni, il potere di nomina attribuito al sindaco, da esercitarsi in base agli indirizzi precedentemente stabiliti, la delibera n.58/2020 del Consiglio che ha stabilito tali indirizzi a cui prestare fede e il Decreto sindacale n.7/2026 con il quale ha nominato i due rappresentanti dell’Ente comunale nella Commissione di Fiume Santo». L’esponente sardista ha sottolineato il ruolo della stessa Commissione di controllo Ep e le sue funzioni, tra cui l’obbligo di trasmettere trimestralmente una relazione tecnica sui risultati della rete di rilevamento, le caratteristiche dei combustibili utilizzati e gli scarichi a mare dei reflui trattati e delle acque di raffreddamento. Un report di aggiornamento che deve essere trasmesso anche annualmente.

«Il Decreto 7 motiva la scelta dei candidati precisando che è avvenuta sulla base dei curricula acquisiti e della loro professionalità, competenza, inclinazione e vocazione», spiega Biello «senza indicare i criteri oggettivi, ovvero quali esperienze professionali, titoli di studio e competenze tecniche siano state ritenute rilevanti ai fini della nomina». Per il proponente della mozione «il Consiglio comunale, quindi, non sarebbe posto in grado di valutare e verificare se gli indirizzi approvati abbiano trovato effettiva conferma nel Decreto sindacale». La mozione impegnerebbe il sindaco Massimo Mulas a riesaminare tale provvedimento di nomina verificandone la piena conformità agli indirizzi approvati dal Consiglio.

«Nel caso ritenga che la motivazione del provvedimento non rispetti tali indirizzi si impegnerebbe il primo cittadino ad esercitare il diritto di autotutela mediante il ritiro o annullamento del decreto con possibilità di procedere a nuova nomina. Questo significa - evidenzia Biello - che non stiamo discutendo sulle scelte del primo cittadino ma sul criterio con cui si è giunti alle nomine». Nel dispositivo gli esponenti della opposizione chiedono al sindaco di assicurare che tutte le future nomine dei rappresentanti del Comune presso Enti o organismi esterni siano accompagnate da una motivazione secondo i criteri stabiliti dal Consiglio, compreso il rispetto del principio delle pari opportunità. «Il Decreto che noi contestiamo- osserva Sara Dettori, consigliera di Sardegna al Centro 2020- viola il principio delle pari opportunità, contenuto nella Delibera del 2020 e previsto all’articolo 51 della nostra Costituzione». Per Ivan Cermelli, capogruppo Lega «da un punto di vista politico ha ragione il sindaco che decide di scegliere chi vuole, essendo nomina fiduciaria, ma dal punto di vista giuridico c’è un percorso sui requisiti che è obbligatorio osservare, dettati da una delibera di questa Giunta». 

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