Porto Torres, a teatro con lo spettacolo "Celeste"
Un intenso spettacolo teatrale che racconta la vicenda di una giovane ebrea passata alla storia come la "Pantera nera"Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nuovo appuntamento al teatro comunale Andrea Parodi, domenica 25 gennaio alle ore 19,con “Celeste” lo spettacolo del giovane e pluripremiato drammaturgo Fabio Pisano.
Un intenso spettacolo teatrale che racconta la vicenda di una giovane ebrea passata alla storia come la "Pantera nera", la spietata delatrice di altri ebrei. Un progetto teatrale originale che arriva in occasione della Giornata della Memoria 2026. Una prospettiva diversa per osservare l'animo umano durante la tragedia della guerra che fu e delle guerre che ci minacciano quotidianamente. Lo spettacolo è scritto e diretto da Fabio Pisano, con: Francesca Borriero, Roberto Ingenito e Claudio Boschi. Musiche dal vivo di Francesco Santagata. Nel 1925 a Roma, nel Ghetto ebraico, nacque da Settimio ed Ersilia, Celeste di Porto.
Non si sa molto di lei, ma alle cronache, su qualche articolo di giornale, qualche ancor non troppo logora memoria tira fuori questa vecchia, impolverata ma spietata storia. La storia della “pantera nera”. Di quella bellissima e fatale ragazzina di diciotto anni che, dopo il rastrellamento del ghetto romano ad opera dei tedeschi guidati da Kappler, decide di diventare una delatrice. Di vendere gli ebrei. I suoi correligionari. Inizia così un vero e proprio periodo buio per gli ebrei del ghetto italiano; coloro i quali venivano “salutati” con un cenno della mano da colei la quale era riconosciuta come una delle più belle ragazze di Roma, non aveva scampo.
Per ogni “capo”, lei guadagnava cinquemila lire. E non importa se a finire nelle mani delle camicie nere fossero donne, bambini o uomini. La “pantera nera” era indifferente al genere, alle età. Solo la sua famiglia, doveva essere risparmiata. Ma il padre non riuscì a portare questo enorme peso sulla coscienza, e si consegnò alle SS. I fratelli, tra cui Angelo, tanto amato, la rinnegarono. Solo la madre continuò a volerle bene. La storia di Celeste di Porto, nell’infinito panorama delle storie legate al periodo nazista, credo rappresenti un “unicum”, una sfaccettatura totalmente differente dai canonici punti di vista da cui si racconta questo triste avvenimento storico.
