«Oggi non celebriamo la guerra, perché la guerra è sempre una sconfitta per l'umanità. Celebriamo il sacrificio di chi ha pagato con il bene supremo della vita affinché potessimo ereditare un'Italia unita, libera e democratica. Care ragazze e ragazzi, la memoria non è un vecchio bagaglio polveroso, è la radice stessa del vostro futuro, la violenza non è uno strumento di libertà».

Così il sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas, in occasione della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, in cui l’Amministrazione comunale, come da tradizione, ha reso onore alla memoria di tutti i caduti della Grande Guerra con una cerimonia solenne alla quale hanno preso parte le autorità militari, civili e religiose del territorio, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche, numerose cittadine e cittadini, studentesse e studenti del Paglietti.

Le celebrazioni hanno preso il via con la messa celebrata da don Giovanni Falconi nella chiesa Beata Vergine della Consolata. Al termine della funzione religiosa, la piazza del Municipio ha ospitato la cerimonia commemorativa e il tradizionale rito civile della deposizione delle corone d'alloro ai piedi dei monumenti dei caduti della Prima guerra mondiale e dei Caduti del Mare. Le corone sono state deposte dal sindaco Mulas, accompagnato dalla comandante della Polizia Locale Maria Caterina Onida, dal vice comandante della Guardia Costiera, Dario Di Perna e da don Giovanni Falconi.

Dopo il minuto di raccoglimento sulle note del Silenzio, il presidente dell'Associazione Combattenti e Reduci, sezione Porto Torres, Moreno Nocco ha dato lettura della Preghiera del Combattente, mentre il presidente provinciale dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia della Folgore Pino Meloni ha esposto la Motivazione della Medaglia d’Oro al valore militare del Milite Ignoto. Il sindaco Massimo ha poi pronunciato il suo discorso, rivolgendosi in particolare ai giovani presenti con un pensiero riconoscente a tutte le Forze Armate. «La vera pace e la sicurezza richiedono impegno, senso del dovere e persino rischio personale. È questo il lavoro silenzioso che svolgono ogni giorno le Forze Armate e le Forze dell'Ordine, a cui va il nostro più sentito ringraziamento per la difesa della legalità e della nostra comunità».

Il sindaco ha ricordato i gravi fatti di Milano, l’assalto alle vetrine e gli atti di vandalismo e la dolorosa perdita dei due militari e dei due operatori della Croce Rossa Italiana precipitati in Bosnia durante la missione di pace EUFOR Althea. Mulas ha concluso il suo intervento rivolgendosi ancora alle ragazze e ai ragazzi, invitandoli a essere protagonisti attivi nella costruzione di un futuro di pace e democrazia. «Oggi il passaggio di testimone spetta a voi. La vera sfida per la vostra generazione è dimostrare che è possibile cambiare il mondo senza distruggerlo, costruendo invece di demolire». Al termine della cerimonia, i presenti si sono spostati in corteo nel cimitero di via Balai per deporre le corone d’alloro sulle tombe del carabiniere Walter Frau, ucciso nel 1995 da un gruppo di banditi che stavano per assaltare due furgoni portavalori a Chilivani, e del finanziere Salvatore Cabitta, vittima di un attentato terroristico avvenuto nel 1966 a San Martino di Casies.

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