Surigheddu e Mamuntanas, il Palazzo dei Congressi, gli immobili dismessi di Fertilia e, più in generale, il patrimonio pubblico inutilizzato nelle aree della bonifica. Alghero prova a rimettere in gioco beni e strutture da tempo senza una funzione attraverso il “Piano Città degli immobili pubblici”, lo strumento promosso dall’Agenzia del Demanio per favorire recupero, riuso e valorizzazione del patrimonio pubblico.

La giunta Cacciotto, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Roberto Corbia, in sinergia con l’assessore al Demanio Enrico Daga, ha dato l’indirizzo per avviare il percorso che dovrà portare alla sottoscrizione di un protocollo con Agenzia del Demanio, Regione, Città Metropolitana e gli altri enti interessati. L’obiettivo è trasformare immobili e aree dismesse o sottoutilizzate in spazi destinati a servizi e nuove funzioni per la città, inserendo gli interventi in una strategia complessiva di rigenerazione urbana. Sull’iniziativa interviene Fratelli d’Italia, rivendicando di aver indicato questa strada già lo scorso aprile.

«Prendiamo atto positivamente che la Giunta abbia deciso di muoversi nella direzione indicata da Fratelli d’Italia», afferma il partito. Il capogruppo Alessandro Cocco sottolinea come Alghero disponga di un patrimonio immobiliare molto pesante, spesso inutilizzato, a fronte di fabbisogni elevati e fitti passivi. Per FdI occorre quindi procedere rapidamente definendo immobili, destinazioni, fabbisogni e coinvolgendo Regione, Università e altri soggetti pubblici. Il partito torna anche sull’ex Ostello di Fertilia, che avrebbe voluto inserito «dentro una cornice organica di Piano Città, evitando interventi isolati e accelerazioni prive di una visione complessiva». 

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