Pescaturismo all'Asinara, opportunità economica e tutela della biodiversità
Il viaggio dal porto di Stintino all’isola dell’Asinara- Cala Reale, a bordo di imbarcazioni di pescaturismo, ha visto la partecipazione di oltre 60 personePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Le nuove opportunità di sviluppo sostenibile arrivano anche dalla pesca e dal pescaturismo, dal mare come risorsa da preservare e proteggere attraverso pratiche compatibili con la tutela della biodiversità. Nasce proprio su questi presupposti la giornata tour pesca–amare organizzata, martedì scorso, dal Parco nazionale dell’Asinara nell’ambito del progetto Talassa – Interreg Italia-Francia marittimo, coordinato dalla Regione Sardegna, una occasione di confronto tra gli attori del territorio e di condivisione dei risultati del progetto.
Il viaggio dal porto di Stintino all’isola dell’Asinara- Cala Reale, a bordo di imbarcazioni di pescaturismo, ha visto la partecipazione di oltre 60 persone, tra cui i rappresentanti delle associazioni del territorio e una ventina di pescatori delle marinerie di Porto Torres, Alghero, Stintino, Castelsardo e Santa Teresa, un momento di condivisione di buone pratiche per la tutela di habitat e specie marine. Nella sala conferenze della Casa del Parco, a Cala Reale, l’incontro conclusivo con focus sulle soluzioni per ridurre il bycatch, la cattura accidentale di specie protette nella pesca professionale, ma soprattutto sul pescaturismo, attività integrativa della pesca che il Parco dell’Asinara ha istituito con decreto per primo in Italia, in coincidenza con la nascita dell’Ente, una vera opportunità in grado di diversificare il reddito dei pescatori, da incentivare anche attraverso esperienze dimostrative ai visitatori, attratti dalle tradizioni e dalla cultura del buon cibo, appena pescato, una opportunità anche per sensibilizzare i turisti al rispetto del mare e al suo ecosistema.
L’evento si inserisce nel percorso di partecipazione e confronto con gli attori del territorio legato all'ampliamento delle Zps, le Zone di protezione speciale marine, un sistema che ha visto ampliare i confini, creando nuove possibilità di sviluppo per i pescatori, con l’obiettivo di rafforzare la tutela della biodiversità attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità costiere e, in particolare, del mondo della pesca. All’incontro, voluto dal direttore Vittorio Gazale, erano presenti gli operatori certificati Cets del Parco Asinara, il Parco regionale di Porto Conte, l’Area marina protetta Capo Testa Punta Falcone, la Regione,i rappresentanti dei Comune di Stintino, Porto Torres e Sorso, Federparchi Europarc Italia, Corpo Forestale, corpo della Capitanerie di Porto, carabinieri e Università delle Tre Età, oltre alla consigliera del direttivo, Ilaria Faedda e l’assessore alle Attività produttive, Claudio Piras. Una giornata che mira anche a rafforzare le sinergie con la Carta europea del Turismo sostenibile.
«Il pescaturismo è per noi motivo di orgoglio, istituito con decreto nell’isola dell’Asinara in coincidenza con la nascita del Parco, - spiega Gazale- è un’attività che ci ha permesso di inserire da subito gli operatori nei circuiti di coinvolgimento dei visitatori nelle aree di pesca, e negli anni ha avuto notevole riscontro anche a livello internazionale, con promozione nel Mediterraneo, dalla Grecia alla Francia». A distanza di anni rappresenta una fetta importante dell’offerta economica che non conosce crisi. Da qui il tavolo di cogestione permanente con i pescatori delle diverse marinerie. Una delle criticità è rappresentata dall’attività di predazione del pescato da parte del tursiope che danneggia le reti e le nasse, oltre il 50% degli attrezzi anche a 40 metri di profondità, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di pesca.
Un fenomeno oggetto di studio e certificazione ad opera dell’Università di Sassari. «La filosofia del progetto Talassa è quella di capire come si sviluppano questi processi e queste criticità, - ha detto Marcella Sodde, referente per la Regione - per poi individuare strategie e soluzioni, concordate con i pescatori, che permettano di intervenire per risolvere il problema. L’obiettivo finale è migliorare la gestione delle risorse marine e dello spazio marittimo, piuttosto ampio, che coinvolge la Corsica, la Toscana e la Liguria, partner del progetto». Sono intervenuti anche David Pala, referente Porto Conte, Stefania Pisano dell’Ente Parco e Corrado Teofili di Federparchi.
