Palazzo dei Congressi di Alghero, Tedde: «Serve un progetto». Mulas: «È un fardello»
L’ipotesi di demolizione ha riportato al centro dell’agenda politica una questione che da decenni divide amministratori e comunitàPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si riaccende il dibattito sul futuro del Palazzo dei Congressi di Alghero, una delle incompiute più note della Sardegna. L’ipotesi di demolizione, rilanciata nei giorni scorsi dal gruppo dei Riformatori sardi, ha riportato al centro dell’agenda politica una questione che da decenni divide amministratori e comunità. Per l’ex sindaco Marco Tedde, leader di Forza Italia, la discussione attuale rappresenta «la certificazione che da troppo tempo manca una scelta politica chiara sul futuro di una struttura potenzialmente strategica».
L’esponente azzurro riconosce la «provocazione intelligente» lanciata dai Riformatori sardi, giudicandola utile a riaprire un dibattito solitamente confinato alle campagne elettorali. Ma avverte: «La demolizione non è una scorciatoia. Nessun dirigente firmerà con leggerezza un provvedimento simile, e nessuna Giunta regionale si assumerà la responsabilità di abbattere un edificio realizzato con ingenti risorse pubbliche».
La proposta dell’ex sindaco va invece nella direzione di avviare un grande progetto di rifunzionalizzazione, con un investimento regionale da almeno 15/20 milioni di euro, in linea con quanto già indicato dagli ex assessori Frongia e Fasolino. «Regione, Città metropolitana e Comune devono assumersi la responsabilità di una scelta strategica». Di parere opposto Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente, che definisce il Palacongressi «un progetto fallito, superato dalla storia e dai bisogni reali del territorio». Per Mulas, dopo oltre 45 anni di attese e nessun risultato, la struttura non può più essere considerata strategica. <Costata oltre 25 miliardi di lire, non ha mai prodotto un beneficio reale. È oggi un manufatto degradato, un problema di sicurezza e un fardello economico e ambientale>. Il consigliere evidenzia come nessun privato abbia mai mostrato interesse per la gestione.
