Oschiri, parteciparono a un rave party in piena pandemia di Covid: assolti
Furono oltre 40 i denunciati, in sei decisero di andare a processo rispondendo al reato di invasione di terreni o edificiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Parteciparono a un rave party a Oschiri e vengono tutti assolti perché il fatto non sussiste. Ieri in tribunale a Sassari la sentenza pronunciata dalla giudice Antonietta Crobu nei confronti di sei persone che, nel 2020 in piena pandemia Covid, furono identificate in località S’Ampulla, di proprietà del Comune, mentre venivano intrattenute, all’interno di un edificio, da un dj che mandava musica ad alto volume. Secondo le testimonianze dei militari dell’Arma, alcuni spazi erano stati adibiti a dormitorio.
Furono decine le persone individuate dai carabinieri intervenuti, i quali da alcuni si fecero dare i documenti, risalendo alle identità, mentre altri vennero “localizzati” attraverso le targhe delle autovetture. 44 gli uomini e le donne denunciati, 38 dei quali ricevettero un decreto penale e una multa da diverse migliaia di euro da pagare.
Soltanto sei - 2 di Cagliari, 2 di Nuoro, 1 di Carbonia e l’altro di Oristano - hanno invece deciso di andare a processo rispondendo al reato di invasione di terreni o edifici. L’accusa aveva sollecitato una condanna a 9 mesi, richiesta a cui si sono opposti gli avvocati della difesa Umberto Carboni, Maria Cauli, Roberto Dessanti, Maria Grazia Pastorino, Antonello Peru, Piergiorgio Statzu. Sostenendo che, in alcuni casi, l’identificazione non era stata accertata con sicurezza e che, comunque, trattandosi di un luogo aperto alla comunità il reato non sussisteva.
L’episodio contestato è avvenuto in precedenza rispetto alla cosiddetta legge “anti rave” del 2022, introdotta dall’esecutivo e che contempla pene da 3 a 6 anni e multe da mille a 10mila euro. Nel nuovo caso si parla di “invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica e che consiste nell’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta, allo scopo di organizzare un raduno, quando dallo stesso può derivare un pericolo per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica”.
