Il collegio dei giudici del Tribunale per i minorenni di Sassari, presieduto da Guido Vecchione, ha condannato alla pena di 17 anni di reclusione Emanuele Sircana, il 21enne di Porto Torres, finito in carcere il 4 giugno del 2025 con l’accusa di omicidio volontario. Le attenuanti hanno prevalso sulla crudeltà.

La vittima è Mario Sedda, il 39enne suo concittadino ucciso, la notte tra il 29 e il 30 marzo del 2021, nei giardini di via Sassari, all’ingresso della città, dove era stato rinvenuto il corpo con una lama di un coltello di ceramica conficcata sullo zigomo.

Al processo con giudizio immediato era presente in aula anche l’imputato che, all’epoca dei fatti, era minorenne. Il corpo di Sedda era stato trovato dietro ad un cespuglio il 1° aprile di cinque anni fa, dopo circa 48 ore dall’omicidio. Sul corpo i segni della tortura con calci, pugni e pietre, mentre si trovava in stato di incoscienza a causa della assunzione di alcol e per l'aggressione brutale subita.

Sircana si è sempre dichiarato innocente, ribadendo quanto già sostenuto con dichiarazioni spontanee rilasciate nelle prime fasi del processo e ammettendo di essere stato sul luogo del delitto con Sedda e un’altra persona. Ha anche ammesso di avere assistito a una lite tra la vittima e l’altro giovane presente a cui avrebbe strappato di mano un coltello per gettarlo lontano.

In aula erano presenti gli avvocati della famiglia Sedda, Pietro Diaz e Costantino Biello.

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