«Partire dalla Basilica madre non è scontato, significa partire dalle radici della chiesa fondata dai Protomartiri Turritani, una grande eredità che nessuno ci potrà mai togliere». Parole di grande fede e sentimento quelle pronunciate dal nuovo arcivescovo della diocesi di Sassari, monsignor Francesco Soddu, nel suo incontro, nel pomeriggio, con la comunità ecclesiale della basilica di San Gavino, conclusa con la visita pastorale alle tombe dei Martiri Turritani, Gavino, Proto e Ganuario. Una prima tappa a Porto Torres, accompagnato dall’amministratore diocesano di Sassari, monsignor Antonio Tamponi, e accolto dai canonici del capitolo turritano, da monsignor Salvatore Masia, la guida della chiesa romanica, da don Michele Murgia, parroco della chiesa del Cristo Risorto, oltre al sindaco Massimo Mulas, insieme al gruppo scout Agesci, all’associzione Intragnas e ai portadores con le bandiere. Un’accoglienza calorosa da parte di una comunità turritana, accorsa numerosa per un saluto a monsignor Soddu prima del suo insediamento nella chiesa di Sassari. «Con emozione vi diamo il benvenuto alla basilica, culla della nostra diocesi, luogo santo che custodisce i corpi gloriosi dei Santi Gavino, Proto e Gianuario», è il saluto di don Masia-. «La comunità di Porto Torres, prima sede della diocesi, vi accoglie in questo luogo di preghiera, in questo passaggio prima della sua presa di possesso della chiesa di Sassari». Il sindaco ha espresso parole di benevenuto: «Eccellenza revenderissima grazie per la sua disponibilità, grazie per questa carezza fatta di attenzione verso questo luogo, sperando di poterla avere qua come uno di casa, dove noi la attenderemo con pazienza». L’ultimo saluto dell’arcivescovo Soddu è stato rivolto ai Santi Martiri, con una preghiera davanti alle loro tombe: «Benedetti Gavino, Proto e Gianuario, che avete santificato la nostra terra coll’esempio e col sangue sparso per la fede, guardate benigni quanti ricorrono alla vostra protezione». 

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