Un legame forte quello che unisce la città di Alghero all’artista Ivan Graziani. Ieri la visita in Comune da parte della moglie Anna Bischi, ricevuta dal sindaco Raimondo Cacciotto con gli Assessori Marinaro, Daga e Selva. Uno di più grandi cantautori delle storia della musica italiana aveva la città catalana nel cuore, per via della mamma Pina.

«Ivan ha sempre avuto Alghero con sé e da qui ha tratto ispirazione anche in alcuni suoi brani – ha detto la moglie nel corso dell’incontro -  e mai come in questo caso l'influenza della lingua e dell'identità trasmessagli dalla mamma è stata sublime. D'altra parte il suo legame con Alghero era talmente forte che quando girava per l'Italia o all'estero e non voleva farsi capire si metteva a parlare in algherese».

Anche l’album di inediti “Per gli amici” pubblicato  nel 2024 dai figli Tommaso e Filippo contiene una traccia, “L’italianina” che porta  inequivocabilmente alla tradizione della canzone algherese (La Pastoreta).

Un omaggio alla città, la città che aveva cucita addosso per via della mamma, scomparsa nel 2023, e per via del tanto tempo passato ad Alghero, che amava smisuratamente, così come amava le sue tradizioni più profonde, le sue origini. Nell'agosto del 2022 la città di Alghero ha intitolato ad Ivan Graziani, scomparso il 1 gennaio del 1997, l'anfiteatro del Palazzo dei Congressi di Maria Pia: una targa ricorda alle migliaia di persone che ogni estate assistono agli spettacoli che quel luogo è “Anfiteatro Ivan Graziani, chitarrista e cantautore”.

Algherese, Ivan Graziani è stato un cantautore tra i più importanti della storia musicale che ha rivoluzionato la musica d’autore e il rock in Italia. «È stato un piacere e un onore – ha detto il sindaco Raimondo Cacciotto – e siamo davvero fieri di avere avuto tra gli  estimatori della nostra città una figura così di spessore come Ivan Graziani e che questo legame continui ad esplicitarsi attraverso l’affetto della moglie Anna Bischi». Il primo cittadino ha voluto omaggiare Anna Bischi di alcuni testi in algherese per insegnare la lingua al nipotino di tre anni, nel segno della continuità con il nonno Ivan. 

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