«Bessimiche de Ittiri - Andatevene da Ittiri». È la scritta in rosso sull'asfalto del piazzale di via Antonio Manca che ha accolto le centinaia di manifestanti arrivati da tutta la Sardegna per partecipare all'assemblea dei comitati contrari al progetto eolico Alas 1, dieci aerogeneratori alti 200 metri a Monte Unturzu. «Essere qui oggi è fondamentale perché il progetto Alas rischia di oltraggiare un luogo sacro», ha dichiarato Maria Grazia Demontis, presidente del Coordinamento Gallura per la Difesa della Sardegna.

«Nonostante il cantiere sia già avviato, non è ancora troppo tardi». I comitati ribadiscono di non essere contrari alle energie rinnovabili, ma contestano quello che definiscono un modello di "speculazione energetica". «Siamo a Ittiri per dire no a un progetto devastante in un'area di straordinario valore ambientale», ha affermato Davide Fadda del Presidio Permanente del Popolo Sardo, mentre Cristiano Sabino del Comitadu pro sa Nurra ha chiesto «una transizione energetica nell'interesse dei sardi e non imposta dall'alto».

Alla manifestazione ha partecipato anche il sindaco di Orgosolo, Pasquale Mereu, che ha invitato i sardi a mobilitarsi contro i nuovi progetti in fase di autorizzazione. Al termine dell'assemblea i manifestanti hanno raggiunto il cantiere di Monte Unturzu, il regno dei grifoni, sventolando le bandiere, senza schiamazzi, senza clacson, nel rispetto dell'avifauna locale che qui nidifica.

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