Inquinamento nell'ex Petrolchimico: Eni condannata dal Consiglio di Stato
Confermata la condanna per la società incaricata delle bonifichePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il Consiglio di Stato conferma la condanna di Eni Rewind- ex Syndial, società incaricata alle bonifiche, ritenuta responsabile della contaminazione da composti organici clorurati nell’ex Petrolchimico di Porto Torres, inquinanti derivanti dalle falde acquifere della ex discarica di Minciaredda e da altri impianti. Il giudice, con sentenza pubblicata il 3 novembre, accoglie in parte il ricorso di Eni contro la decisione in primo grado del Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna, che si era pronunciato a favore del procedimento della Provincia di Sassari, atto che individuava i responsabili dell’inquinamento ambientale. In particolare la sentenza è confermata in riferimento alla contaminazione derivante dagli impianti ex Sir verso le aree di Terna S.E. del Consorzio industriale provinciale, Sapio, Eni R&M, Unical, Sarda Rottami, Bainmobil e Geoconsult, oltre che alla banchina portuale Asi-3 dove sono stati rilevati benzene e altri idrocarburi. Il Consiglio di Stato esclude, però, tre aree dalla responsabilità di Eni e annulla l'attribuzione delle contaminazioni delle zone Fiume Santo, Terna Sapei e Butan Gas, ma si riserva di effettuare ulteriori accertamenti sulla base di indagini idonee a dimostrare il percorso tra le sorgenti delle sostanze inquinanti e i siti interessati. Il trasferimento all’Eni degli impianti dell’ex Petrolchimico Sir ha interessato «non solo gli impianti, ma l’azienda nella sua interezza», quindi «una successione universale» che comporta obblighi relativi alla contaminazione e, allo stesso tempo, l’obbligo di bonifica da parte di Eni Rewind. Il Comune di Porto Torres, rappresentato dall’avvocato Fabrizio Bionda, si era costituito in giudizio, insieme alla Città metropolitana di Sassari,Ispra, Ministero dell’Ambiente, Autorità di sistema portuale, Fiume Santo, Sapio, Esso.
