Espulso dalla sezione di Porto Torres del Partito sardo d’azione con l’accusa «di pubblicare foto sul suo profilo Facebook inneggianti al saluto fascista, con affermazioni che lasciano intendere una totale vicinanza all’ideologia della destra nazionale, talvolta la più estrema».

Valter Usai, esponente del Psd’Az turritano, si è visto respingere la richiesta di rinnovo delle tessera con una missiva che porta la firma di Tore Fadda, commissario cittadino della sezione “Simon Mossa”. La linea politica dell’ex dirigente sardista «più volte manifestata nei suoi interventi nei canali social» non rispetterebbe quella del Psd’Az. Per i vertici del partito dei Quattro Mori «il comportamento è incompatibile con lo Statuto, la storia e la linea politica del partito». Una tessera già pagata respinta al mittente, con l’obbligo di restituire la somma versata o “brevi manu” oppure tramite bonifico bancario.

In sua difesa Usai ha già deciso di rivolgersi ad un proprio legale per sporgere querela. «Sono pronto a presentare denuncia per ingiuria – afferma – perché la cosa che mi lascia senza parole è l’accusa di essere un fascista, partita da un commissario cittadino di un partito che, in passato, ha stretto alleanza con la Lega e la destra, di fatto distruggendo il Psd’Az».

La campagna del tesseramento sardista a Porto Torres, dopo la sconfitta elettorale delle comunali del giugno scorso, è cominciata con l’obiettivo di estromettere i dissidenti, figure storiche e vecchi iscritti, tra cui figura Franco Madeddu, esponente del partito da oltre quarant’anni, pronto a presentare ricorso per una richiesta di rinnovo delle tessere, «mia e di mia moglie», non accolta dalla sezione cittadina.

La decisione sarebbe motivata da ragioni legate allo Statuto, precisamente all’articolo 10, che stabilisce le condizioni che sarebbero venute meno perché «le adesioni ad altre formazioni politiche o l’appoggio a liste contrapposte a quelle del Partito, comporta l’esclusione di diritto dal Psd’Az senza necessità di procedimento disciplinare».

Il commissario Fadda, nella lettera, ricorda a Madeddu che durante la campagna elettorale per eleggere il sindaco della città «è stato riscontrato il suo palese e comprovato sostegno e ricerca del voto ad una forza politica in contrapposizione alla lista ai candidati del Psd’az».

La battaglia all’interno del partito storico prosegue tra divisioni e contrasti, una forza politica che continua a perdere pezzi, vecchi e nuovi militanti che hanno abbandonato per evidenti contrapposizioni. «Troppo livore e poca politica, - ha commentato Franco Madeddu - le guerre interne che non fanno bene a un partito storico come il Psd’Az che rischia di sparire». 

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