Crescono le polemiche dopo la morte di un detenuto 35enne in un incendio, ieri in carcere a Bancali. L’Uspp commenta l’accaduto attraverso le parole del segretario Regionale, Alessandro Cara, e del presidente nazionale, Giuseppe Moretti. Dopo il cordoglio espresso per la scomparsa dell’uomo e la vicinanza ai dieci agenti intossicati, si prova ad analizzare l’accaduto.

«Quanto accaduto a Sassari-Bancali impone una riflessione seria sulle condizioni operative del personale - afferma Cara - Non è più accettabile continuare a modificare con frequenza l'organizzazione del lavoro, introducendo modelli gestionali che generano incertezza, disorientamento e ulteriori difficoltà nella gestione quotidiana di istituti già estremamente complessi. Il personale ha bisogno di stabilità organizzativa, procedure chiare, organici adeguati e strumenti efficaci per poter operare in sicurezza».

«L'episodio di Sassari rappresenta l'ennesimo drammatico segnale di un sistema penitenziario che continua a vivere una fase di forte sofferenza - continua Moretti - Ogni evento critico ripropone le stesse emergenze: carenza di personale, sovraffollamento, strutture che necessitano di interventi e un livello di tensione sempre più elevato all'interno degli istituti. La Polizia Penitenziaria continua a garantire sicurezza e legalità con straordinario senso dello Stato, ma non può essere lasciata sola ad affrontare situazioni che richiedono risposte strutturali e non interventi occasionali. Occorre rafforzare gli organici, investire sulla sicurezza degli istituti, sulla formazione e sul benessere del personale, assicurando anche modelli organizzativi stabili che consentano agli operatori di lavorare con efficacia».

Il sindacato chiede che «questa tragedia non rimanga l'ennesimo episodio destinato a essere archiviato dopo poche ore di attenzione mediatica».

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