In Sardegna autistico un bambino su 54: «Numeri più alti rispetto al resto d’Italia»
I dati presentati nel corso di una iniziativa organizzata da Europa Verde e IsdePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In Sardegna un bambino su 54 è autistico, di cui un terzo nel territorio di Sassari-Olbia, per un totale 9800 tra piccoli e adulti.
È uno dei dati emersi ieri a Sassari, nella Sala Angioy del Palazzo della Provincia, nell’incontro, promosso da Europa Verde e Isde, “Quale energia per la salute di oggi e del futuro in Sardegna”.
A fornirlo il presidente regionale dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, Domenico Scanu, in una relazione che ha analizzato le criticità ambientali nell’Isola, esaminando in particolare le ricadute sui bambini, “sensori biologici” e, purtroppo, prime vittime dell’inquinamento.
«Un bambino con autismo su 54 lo si riscontra negli Stati Uniti dove questo fenomeno è rilevante già da 40 anni», è stato spiegato nella seduta moderata da Melania Delogu, componente dell’esecutivo regionale di Europa Verde e consigliera comunale a Sassari, e a cui hanno partecipato anche Beatrice Podda e Gianluigi Testoni, coportavoce provinciali di Europa Verde.
La cifra impressiona anche perché la media nel resto della Penisola è di uno su 84. «Vanno fatti approfondimenti - continua Scanu - sul piano genetico ma anche su quello sociale. Perché l’autismo trova radici proprio qui? Per non parlare poi di possibili cause ambientali e quindi la possibilità che interferiscano anche determinati fattori di esposizione in gravidanza, e nei primi anni di sviluppo».
L’incontro, che ha visto i saluti istituzionali di Pierluigi Salis, vicesindaco e assessore comunale a Sassari per la Transizione ecologica, è stato molto partecipato e concluso dalle considerazioni di Antonio Piu, assessore regionale ai Lavori Pubblici.
Una delle domanda poste al convegno è stata: quale piano energetico presentare da adesso ai prossimi anni? «Noi pensiamo- afferma il componente della giunta Todde - che la riconversione non possa essere più fermata. Vanno poste delle regole chiare, soprattutto di partecipazione tra pubblico e privato per evitare le speculazioni. Bisogna dare delle risposte chiare all'impresa, e a quell'industria leggera che deve consentire l'azzeramento delle bollette e una riconversione che deve partire finalmente dal concetto vero che è quello delle energie rinnovabili». «Basta con i populismi - sottolinea Piu - che servono solo ed esclusivamente a non far prendere una decisione. Noi siamo preoccupati perché si continua a morire purtroppo dai fossili e si continua a dipendere da fonti energetiche che non passano purtroppo dal nostro Stato ma da accordi commerciali, quelli sì speculativi».
