Un migliaio di manifestanti a Sassari per lo sciopero indetto, a livello nazionale, dall'Unione Sindacale di Base.

Il corteo, partito da via Turati, si snoderà lungo via Deffenu, via Cossiga, via Mancini, via Tavolara per raggiungere l'Emiciclo Garibaldi e confluire in piazza d'Italia.

«Mentre il governo italiano impegna risorse miliardarie nell’economia di guerra e nella spesa militare- si spiegano le ragioni della mobilitazione – la Sardegna continua a pagare il prezzo più alto di un rapporto di subalternità politica, economica ed energetica con lo Stato centrale e con i grandi interessi finanziari dell’élite italiana e mondiale».

Tanti i giovani presenti all'evento che viene definito come un «atto di rottura contro la nostra condizione subalterna». Tra le criticità messe in rilievo le fabbriche di bombe, il colonialismo energetico, l'occupazione militare.

Oltre alla «grave carenza di servizi essenziali come sanità e istruzione, l'emergenza abitativa legata alla turistificazione, l'emigrazione e lo spopolamento, fino ai fenomeni di folklorizzazione e marginalità della lingua e cultura sarda».

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