Ex Ostello: verso l'acquisizione per housing sociale, polemiche in aula
L'immobile simbolo della borgata ma da anni in stato di abbandonoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il Consiglio comunale di Alghero ha approvato con 13 voti favorevoli la delibera che autorizza il Comune ad acquisire da Fintecna l'ex Ostello della Gioventù di Fertilia per un importo di oltre 250 mila euro. L'immobile, simbolo della borgata ma da anni in stato di abbandono, entra così nel percorso che dovrebbe portarlo a diventare un progetto di housing sociale. L'Amministrazione Cacciotto considera l'operazione un investimento strategico per restituire alla collettività un edificio di valore storico e identitario, individuandolo come primo intervento per sperimentare nuove forme di edilizia sociale in risposta alla crescente emergenza abitativa.
«La forte vocazione turistica del territorio - ha spiegato il sindaco Raimondo Cacciotto - rende sempre più difficile trovare alloggi in affitto a lungo termine. L'ex Ostello potrebbe rappresentare il primo progetto sperimentale di social housing, al quale seguiranno altre iniziative».
Nel corso della seduta è stato approvato anche un emendamento che indirizza formalmente la futura destinazione dell'immobile verso l'housing sociale. Un passaggio rivendicato dal consigliere di maggioranza Marco Colledanchise, che nelle settimane scorse aveva chiesto di legare l'acquisizione a una precisa finalità pubblica.
«La questione non era acquistare o meno l'immobile, ma stabilire quale funzione dovesse avere. Oggi questo indirizzo è stato inserito e l'operazione assume un significato diverso», ha dichiarato. I capigruppo della maggioranza hanno definito la scelta «un investimento sul futuro di Fertilia», sostenendo che il recupero dell'ex Ostello e delle aree circostanti potrà contribuire a dare risposte concrete a giovani, famiglie e persone in difficoltà, inserendosi nel più ampio progetto di housing pubblico previsto dal nuovo Piano urbanistico comunale.
Di tutt'altro avviso il centrodestra. Per Michele Pais (Lega), che ha votato contro la delibera, spendere oltre 250 mila euro per un edificio oggi ridotto a rudere è una scelta che avrebbe dovuto essere preceduta da verifiche giuridiche. Il consigliere sostiene infatti che, in base all'articolo 14 dello Statuto speciale della Sardegna, la Regione potrebbe acquisire gratuitamente l'immobile dallo Stato e successivamente trasferirlo al Comune anche a titolo simbolico, evitando così l'esborso di risorse pubbliche. Forza Italia, invece, ha contestato il metodo amministrativo «superficiale e privo delle necessarie valutazioni tecniche, economiche e giuridiche. L’Amministrazione chiede al Consiglio di approvare un acquisto senza spiegare concretamente cosa intenda realizzare, quanto costerà recuperare un immobile oggi in stato di grave degrado, quali saranno i costi della futura gestione e, soprattutto, dove troverà le risorse necessarie».
