Una scelta preferenziale per i poveri, un abbraccio della chiesa verso gli ultimi: è la solidarietà che monsignor Salvatore Masia esprime ogni giorno a chi è in difficoltà. Il parroco della basilica di San Gavino, la chiesa romanica di Porto Torres più antica della Sardegna, non nasconde il problema dell’emergenza abitativa in città. Alcuni locali delle Cumbessias, il complesso di edifici monumentali dietro la basilica, sono diventate case per chi è in difficoltà, famiglie con bambini ma anche persone singole che chiedono un tetto. Disperazione e difficoltà economiche, ma soprattutto gli affitti  a breve termine hanno preso il posto alle locazioni a lungo periodo, per motivi di insolvenza e per la capacità di un reddito aggiuntivo per i proprietari. «Le Cumbessias sono strutture pastorali che, ai piani inferiori, impieghiamo per le attività delle associazioni di volontariato e catechismo, con una capacità ricettiva di posti letto impiegata per ospitare iniziative ecclesiali o campi scuola», spiega il sacerdote «noi aiutiamo per quanto ci è possibile: famiglie sfrattate che da un giorno all’altro si sono ritrovate sulla strada». In città circa 150 nuclei familiari sono alla ricerca di un’abitazione, un fenomeno destinato a crescere. «La parrocchia ha possibilità limitate, ma non manchiamo nel nostro servizio di vicinanza, - aggiunge monsignor Masia - seppure affrontiamo enormi spese ogni giorno, con costi di gestione troppo alti, tra una bolletta sui consumi di energia che ammonta a 1.800 euro alla tassa sui rifiuti di circa 5mila, a cui si aggiungono le spese di assicurazione. Viviamo dalle offerte libere dei fedeli e sosteniamo i poveri, ma non siamo imprenditori». Eppure ogni giorno la basilica rinasce, accoglie coristi, ensemble musicali, artisti, offre spazio ai concerti di musica classica, una cornice suggestiva che regala emozioni e offre sostegno nel silenzio, senza pretese, ma come “sentinelle” delle povertà estreme. 

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